Quartiere di Porta Crucifera

Bandiere e Bandiere

Venerdì, 17 Marzo 2017 14:36

Giuro che non volevo, desideravo un numero de Il Mazzafrusto in cui i lettori non avessero trovato la mia firma; ho chiesto una breve vacanza, senza ottenerla! Non solo, c’è stato un tizio che mi ha pregato di proporre ancora un raffronto, dopo quello apparso nel mio Costumi & Costumi sul numero scorso. Gli ho risposto che ne siamo sempre stati inflazionati, di confronti con ***, e che quello uscitone è stato soltanto il finale di un contenuto con indirizzi diversi. Macché, non ti stancare mai di fare appello ai migliori esempi, a costo – sai bene – di essere incompreso.

A chi appartiene Auschwitz?

Mercoledì, 27 Luglio 2016 17:03

Sono più di trent’anni, e quindi, oramai, almeno una sessantina di Giostre, che la realizzazione della “lancia d’oro” cerca in personaggi o in avvenimenti la propria identità, tanto da trovarcene dediche specifiche; e succede spesso che ai più appassionati questa dedica fornisca motivo di discussione, suscitando consensi o dissensi. Sono stati di più questi ultimi, allorquando si seppe che la “lancia” del Saracino di giugno 2015 avrebbe ricordato i «70 anni dalla liberazione di Auschwitz», intendendo con ciò l’apertura dei cancelli del campo di sterminio da parte dei militari sovietici avvenuta il 27 gennaio 1945. Riuscì difficile a molti, difatti, trovare il nesso tra questo avvenimento, Arezzo e la Giostra, e in tanti si strinsero le spalle in una rinuncia a favore di non meglio precisati capricci politici.

Costumi & Costumi

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:57

Del fare Giostra strettamente contemporaneo c’è ben poco che, nei miei giudizi, salverei dalla Geenna dopo di aver fatto d’ogni erba un fascio. Sicuro di schivare l’arcinoto pericolo di questo agire prestando sola attenzione a non stringere col giunco insieme alla malerba anche «A sQuola di Giostra»! Riprendo dal 6 marzo scorso quando a Santo Spirito è iniziato il secondo anno della «sQuola» col parlare dei costumi.

Occhiatacce su Arezzo

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:46

Durante i viaggi a bordo di questa nostra “terza pagina” abbiamo visto Arezzo e il suo territorio con gli occhi benevoli di tanti scrittori. Adesso, invece, diamo qualche occhiataccia, con osservazioni critiche che abbracciano la città e gli aretini dal XIV al XX secolo. Ci paiono tutte, nel loro contesto, sostanzialmente giustificate dalla realtà dei fatti, e alcune anche di un’attualità sconcertante; ma non si creda a una nostra adesione aprioristica a queste occhiatacce... Sappiamo però quanto la storia, la storia di una città, e di una città toscana, sia legata a certe premesse e conclusioni che, per quanto vere in linea di massima, tendono a idealizzare e quindi, in un certo senso, a falsificare caratteri e valori. Si sarebbe insomma, solo a benevolmente guardare, a esaudire un bisogno psicologico-spirituale campanilistico al di là e al di sopra di qualsiasi criterio storico-critico.
Il testo è in gran parte formato con i contributi storici degli autori riportati tra parentesi tonda seguita da asterisco e raccolti in “POLITICA E ISTITUZIONI AD AREZZO dall’Alto Medioevo all’Età contemporanea” a cura di Luca Berti, Società Storica Aretina, Arezzo, 2013

 

Guido Piovene: Arezzo Vs Siena

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:30

Biografia: Scrittore e giornalista italiano (Vicenza 1907 - Londra 1974). Formatosi all’incrocio di un cattolicesimo sensuale con un illuminismo attinto ai moralisti francesi del Sei-Settecento, aperto alle influenze del freudismo e dell’esistenzialismo, Piovene indagò le passioni e i vizi umani. Tra i romanzi più noti: Le furie (1963), in cui ha tentato di applicare la tecnica del nouveau roman, dando particolare rilievo alla memoria di un mondo in decadenza di fronte al quale lo scrittore subisce rimorsi e inibizioni, non senza però lasciare nel lettore un sapore di ambiguità; e Le stelle fredde (1970, premio Strega), in cui ritorna con gli stessi simboli la materia autobiografica.

Curzio Malaparte

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:22

Pseudonimo del giornalista e scrittore italiano Curzio Suckert (Prato 1898 - Roma 1957). Personalità poliedrica, indipendente e controversa, passò dall’adesione al fascismo, all’antifascismo (che gli procurò nel 1933 il confino), al filocomunismo. Scrisse acuti testi politico-letterari, tra cui Italia barbara (1925), e romanzi quali Kaputt (1944) e La pelle (1950), crude testimonianze sulle atrocità della guerra.

Pietro Pancrazi: Donne e buoi de’ paesi tuoi

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:12

Pietro Pancrazi nacque a Cortona nel 1893 e morì a Firenze nel 1952. L'attività di Pancrazi fu soprattutto di critico, dedicata in prevalenza alla letteratura italiana contemporanea, nel cui ambito ha tratteggiato essenzialmente il ritratto umano e morale degli scrittori.

Salvatore Quasimodo

Mercoledì, 27 Luglio 2016 13:08

Con questo appuntamento entriamo nel Novecento letterario, partiti come eravamo dal nostro dugentesco Guittone. Ci entriamo con uno dei maggiori poeti italiani di quest’epoca, Salvatore Quasimodo.
La sua poesia scelta per il nostro caso trae ispirazione diretta dal Palio della Balestra di Sansepolcro, che assurge così a un’elevata dignità potendosi confrontare - in questo - col Palio di Siena cui Eugenio Montale dedicava una lirica pubblicata nel 1939.
E con la celebre Palio montaliana, mi pare Quasimodo cerchi in un punto del suo testo il confronto, quando vede «senza tamburi vittoriosi» i balestrieri, un sommesso controcanto ai «tamburi che ribattono a gloria di contrade» notati da Montale a Siena.

Faustina degli Azzi - Poetessa aretina

Mercoledì, 27 Luglio 2016 12:48

Faustina nacque ad Arezzo [probabilmente nel palazzo di via Mazzini] il 1° marzo 1650 dal nobile Bernardino degli Azzi e da Virginia dei nobili di Monte Sperello, famiglia di Perugia. Coltivò la poesia fin da fanciulla e divenne così famosa che il 28 settembre 1691 fu accolta nell’Arcadia con il nome di Selvaggia Eurinòmia (una selvaggia dal buon naso) [per i suoi “versi leggiadrissimi e di totale soddisfazione”].

la "Nostra" terza pagina

Mercoledì, 27 Luglio 2016 12:33

La Terza pagina è stata, storicamente, lo spazio che i quotidiani italiani hanno dedicato alla cultura.

Ha costituito l’indice del prestigio di un quotidiano e ha rappresentato uno spazio proficuo e importante per la crescita culturale dell’Italia, oltre ad essere una peculiarità dei giornali della penisola. […] Nella stampa dell’Ottocento, e del primo Novecento, tutti i quotidiani avevano quattro pagine. La prima ospitava l’articolo di fondo e la cronaca dei fatti più rilevanti della giornata.