|
Gli squilli delle chiarine e il rullo dei tamburi rievocano il basso medioevo, epoca di giostre e dei tornei cavallereschi. Il Gruppo Musici ha in repertorio motivi esclusivi di ispirazione trecentesca, diversi per musica e ritmi l'uno dall'altro.
Una particolarità del gruppo è quella di cambiare agevolmente formazione e ritmo di marcia, passaggio che risulta particolarmente spettacolare. Avvincente anche il momento in cui i tamburi effettuano giochi che possono esser definiti "Fuochi d'artificio".
Vasto è il repertorio che il Gruppo esegue durante le esibizioni, dedicato in parte a musiche conosciute a livello mondiale, per esempio la "Marcia trionfale dell'Aida" o l'"Inno alla gioia", ma principalmente vengono scritte appositamente per il Gruppo.
La più famosa è senza dubbio "Terra d'Arezzo un Cantico" scritta dal Prof. Severi e considerata universalmente l'inno della città di Arezzo.
Terra d'Arezzo, un cantico salga dal nostro cuore a te, che luce ai popoli fosti col tuo splendore.
Da quasi trenta secoli parla di te la storia e mille e mille pagine consacra alla tua gloria.
Galoppa galoppa, o bel cavalier,
tu sei la speranza del nostro Qartier;
col braccio robusto che piega il destin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin.
Or che risorgon gli animi, d'Italia al nuovo sole, Terra d'Arezzo, esaltati, chè in marcia è la tua prole.
Le mète già sfavillano dinanzi al nostro ardire; santo è l'amor che infiammaci, più santo è l'avvemre.
Galoppa galoppa, o bel cavalier,
tu sei la speranza del nostro Qartier;
col braccio robusto che piega il destin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin.
Parole di Alberto Severi (1883 - 1958)
musica dal Maestro Giuseppe Pietri (1886-1946)
|