Quartiere di Porta Crucifera
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Arezzo: la città, la storia, i luoghi

arezzo stemmaLa terra di Arezzo è stata abitata fin dalle epoche più remote.
Il più antico reperto umano è il cosiddetto “cranio dell’uomo di Olmo”.
Rinvenuto nel 1863 nei pressi della frazione di Olmo, risale a più di 12.000 anni fa.
Ben più lontani sono i più antichi reperti archeologici: oggetti rozzamente lavorati nella pietra vecchi di oltre 150.000 anni.
La città vera e propria nacque in epoca Etrusca, ma sicuramente un centro abitato sulla collina di Arezzo esisteva già più di tremila anni fa: un villaggio di capanne con molte probabilità nell’area di Piazza Sant’Agostino, vicino al torrente Castro.

Arezzo è Etrusca nel VII secolo a. C. e in breve diviene capoluogo di una delle potenti 12 Lucumonie in cui era suddivisa la confederazione dei popoli Etruschi.

La città è raccolta nella parte alta della collina ed è ricca e potente grazie alle sue industrie, in particolare quella metallurgica e della lavorazione del bronzo la cui massima espressione è rappresentata dalla suggestiva statua della Chimera. La grande avanzata di Roma costrinse gli aretini a chiedere pace e alleanza, non senza alcune rivolte che nel corso degli anni hanno visto il fiero popolo aretino battersi per la propria indipendenza dai romani.

Ma contro il comune nemico Arezzo (caposaldo di difesa assieme a Pisa e Rimini) si è sempre schierato a fianco di Roma: nel 285 a. C. si combatté vicino all’Arno contro i Galli Senoni e nel 217 a.C. al Lago Trasimeno contro Annibale e i suoi Cartaginesi.
In tredici anni gli aretini furono tra i massimi fornitori di armi e vettovaglie per la vittoriosa spedizione di Scipione in Africa contro Cartagine.
Arezzo era una città imponente e dall’economia ricca e vitale come dimostrano i notevoli resti del grande anfiteatro.
La ceramica aretina si impose in tutto il mondo allora conosciuto grazie ai cosiddetti vasi corallini, preziosi per la loro fine lavorazione e per il singolare color rosso corallo.

Caduto l’impero romano sotto i colpi dei popoli venuti dal nord, anche Arezzo fu costretta a subire conquiste e distruzioni.
La città si risollevò dopo l’arrivo dei Longobardi intorno al 600 e, in breve, riacquistò splendore e potenza: dal punto di vista politico grazie alla forza dei propri Vescovi-Conti e dal punto di vista culturale con la nascita di una scuola di primaria importanza nell’Italia di allora.
Tra i primi liberi Comuni (i Consoli sono documentati nel 1098), Arezzo nel XIII secolo si espande nei territori circostanti entrando in collisione con le altre potenze toscane. Nel 1288 gli aretini sconfissero i senesi a Pieve al Toppo. Ma l’11 giugno 1289 furono battuti a Campaldino dall’imponente esercito di Firenze. Gli aretini riuscirono a resistere e a risollevarsi sotto la guida del vescovo Tarlati.
I confini tornarono ad ampliarsi a dismisura e la città ebbe nuove grandi mura. Purtroppo il vescovo morì nel 1327 per una pestilenza contratta durante l’assedio di Pisa.
E i successori non riuscirono a mantenere in pugno il vasto stato aretino. Al culmine della crisi, nel 1384, Firenze ottenne la definitiva resa di Arezzo pagando la straordinaria cifra di 40.000 fiorini d’oro. Da allora le sorti di Arezzo si legano a quelle di Firenze. Gli aretini mostrano ancora fierezza in alcuni tentativi di rivolta, in particolare quando, nel 1799, cacciarono per alcuni mesi i francesi con una sommossa che prese il nome di “Viva Maria” e che si propagò in molte altre zone dell’Italia centrale.

Oggi Arezzo è un centro economicamente vitale con una attività industriale che fa perno prevalentemente sulla lavorazione dell’oro.
E’ una città in espansione, laboriosa e proiettata verso il futuro. Ma è anche una città che sa custodire le proprie origini e le proprie tradizioni. E il torneo cavalleresco della Giostra del Saracino è una delle espressioni in cui il passato ed il presente si intrecciano mostrando il carattere e l’indole di un popolo la cui storia ne ha sempre dimostrato la fierezza e l’orgoglio.

arezzo gonfaloneIl comune di Arezzo è situato alla confluenza di tre delle quattro vallate che compongono la sua provincia. Direttamente a Nord della città ha inizio il Casentino, che è la valle percorsa dal primo tratto dell'Arno; a Nord-Ovest si trova il Valdarno Superiore, sempre percorso dall'Arno nel tratto che scorre fra Arezzo e Firenze; a Sud si trova la Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di preesistenti paludi, il cui più importante corso d'acqua è il canale maestro della Chiana. Tramite l'agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone, si ha accesso a Est alla quarta vallata: la Val Tiberina, percorsa dal primo tratto del Tevere.

Il territorio del comune è molto ampio e vario: si passa dalla pianura che si apre sulla Val di Chiana e sull'Arno, alle colline, a Sud della città, a zone montuose, soprattutto ad Est. I comuni confinanti sono numerosi: sul lato Val di Chiana ci sono Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fiorentino; sul lato Valdarno superiore ci sono Laterina e Castiglion Fibocchi; sul lato Casentino c'è Capolona; sul lato Val Tiberina ci sono Anghiari e Monterchi e la provincia di Perugia, in Umbria.

... forse non tutti sanno che ....
 Arezzo è stata una delle prime Università Italiane ed europee. 
L'Università di Arezzo (Studium Aretino) è stato un antico ateneo fondato prima del 1215 nella città di Arezzo, definitivamente chiuso verso la fine del XV secolo. E' stata la seconda Università fondata in Italia dopo quella di Bologna. Il 16 febbraio 1255, lo studium ottenne il suo statuto promulgato da un collegium composto da otto professori, con l'avallo del podestà di Arezzo.
APPROFONDISCI http://www.unisi.it/tdtc/studium/studium.html

L'università di Arezzo