Quartiere di Porta Crucifera
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Disfida

123 disfida

Al termine dell'ingresso in Piazza Grande del Corteo al gran completo, al suono di trombe e al rullo dei tamburi, con i gonfaloni che portano gli emblemi della Città, del Comune, del Popolo di Arezzo e di quelli delle parti Guelfa e Ghibellina è il momento più solenne: con gli armati al cospetto dei Cavalieri di Casata l’Araldo leggerà la Disfida di Buratto, mentre tutta l’arena risuonerà allora del grido Arezzo!, lanciato da parte degli armati.

 

Non più d'usati onori aure cortesi
spingon, o Castro, il piede a' tuoi contorni.

Sol quest'usbergo e rilucenti arnesi
premon le membra a vendicar gli scorni.

I magnanimi spirti a torto offesi,
lungi dal trionfar, odiano i giorni.

Con questo del flagel più grave pondo,
giuro atterrir, giuro atterrare il mondo.

Oggi provar t'è forza,
empio arrogante,
che merte sol vers'i Tartarei chiostri,
un falso traditor volga le piante
e del suo sangue il suo terreno inostri.

Ogni patto aborrisco e da qui avante
vesto la spoglia de' più orrendi mostri.

Troppo infiamma il mio cuor giusta vendetta,
onde sol morte e gran ruine aspetta.

Oggi vedrai, s'al nuovo campo ascendi,
s'al tuo folle vantar sian l'opre uguali.

Prendi pur l'asta e fra tue strage apprendi
l'armi di un falso ardir quanto sian frali.

Manda chi più t'aggrada e solo attendi,
da troppo irata man, piaghe mortali.

Non più parole, omai, vo' vendicarmi:

al campo! Alla battaglia! All'armi! All'armi

 


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