Quartiere di Porta Crucifera
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La Giostra del 1600

1630 - La Giostra al Saracino

E’ noto che la prima menzione documentaria conosciuta della Giostra del Saracino, o al Buratto, è del 6 agosto 1535: una delibera comunale per confermare l’effettuazione della Giostra all’indomani, giorno di san Donato, e per stanziare la cifra necessaria all’acquisto del palio per il vincitore. Meno noti, invece, i diversi documenti che in seguito accennano o raccontano di Giostre corse in Arezzo.
Uno di questi risulta tra i ricordi di un nobile aretino, che in una Giostra del 1630 fu maestro di campo.
Eccone la trascrizione.
Dalla “Vacchetta di ricordanze” di Gregorio Bacci del 1612-1630 (c. 64), conservata presso l’archivio Guillichini e pubblicata la prima volta su “Colcitrone 22”, numero unico edito dal Quartiere di Porta Crucifera per le vittorie del 1986:

“Recordo come li 16 detto [gennaio 1630] fui ricerco e pregato a voler esser mastro di campo per la giostra al saracino di otto cavalieri nell campo solito per il giorno seguente ed io, ricusando tal carica, mi convenne accettarla per i prieghi di detti signori cavalieri ma anche pregatone dall signor castellano e così accettai. Recordo come li 18 detto tagliai due giubbe di seta turchina per vestire dua servitori a liverea e le detti a dipingere all pittore sì come il bastone stellato di turchino e così il saracino con questo motto nella targa del saracino: Redit in precordia virtus. Recordo come li 20 detto, sendo trasferita detta giostra per la pioggia che seguì il dì 17, comparsi in campo con li miei servitori, vestiti a liverea con bella pennacchiera adornata con riche gioie, e doppo haver eletto li signori giudici, quali furono il signor cavalier fra’ Francesco Gabrielli, castellano in fortezza nostra, il sig. Ferdinando Montaguti et il signor Giovanni Cini pisano, mio amico, cognato di Francesco Maria Azzi, doppo haver spaseggiato per il campo comparsero quattro cavalieri, vestiti a liverea, che furono Stefano Chiaromanni, Marc’Antonio Alberori, Donato Bruni et Carlo Vitali. Quali messi in campo comparvero li quattro altri cavalieri che furono il capitano Alessandro Brandagli, l’alfier Emilio Pecori, l’alfier Carlo Mauri et Tommaso Carbonati, vestiti con belle livree. Quali messi in campo, fatti legger li capitoli, ingominciorno a correre e fecero tutti buoni colpi, restando vincitore della giostra Marc’Antonio Alberori, mio vicino. Si durò di scommettere sino a mezz’hora di notte et accompagniato il vincitore a casa con buon numero di torcie, fece una bella collatione con molte confetture e dipoi si andò à festini.”


(Fonte: Angiolo Cirinei)