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Araldo rossoverde


Mercoledì, 09 Gennaio 2008 22:28

Un sogno che divenne realtà!
Oggi hanno i capelli brizzolati. Un gruppo di giovani mise la prima pietra per quello che sarebbe divenuto il punto di aggregazione sociale: IL CIRCOLO.
Correva l’anno… e sentirono l’esigenza di creare qualcosa di diverso. L’idea fu quella di allestire un punto all’esterno della sede per trascorrere delle serate in attesa dell’evento “principe”.
La scelta cadde nella romita e suggestiva piazzetta di San Niccolò. Pochi tavoli, qualche panca, una griglia, costituirono le fondamenta per le feste en plein air dei cruciferini. Pane, salsicce, costoliccio, un pezzo di porchetta, affettati, formaggi e vino a volontà.

Mercoledì, 07 Novembre 2007 12:55

Sono le 7 del 16 agosto 1973, e la Mini Minor di Roberto Chiodini scende un po’ traballante Piaggia San Lorenzo, per fermarsi alla Sede. Senza che Roberto debba aspettare, io e Guido siamo già lì, pronti, e saliamo a bordo, destinazione: Siena, a vedere, noi per la prima volta dal vero, il Palio.
La strada è quella classica, da Monte San Savino, per la Colonna del Grillo, classica perché da qui, con la stessa destinazione e per il solito motivo, sono passati tante volte prima di noi altri rosso-verdi, come Vittorio Farsetti e Antonio Morelli; anche loro, a un certo momento della vita, attratti dalla festa senese.

Mercoledì, 07 Novembre 2007 12:18

Primo di marzo 1531. Su per piaggia san Bartolommeo girato l’angolo della casa di Davidino:
- O dove andate, con questo tempaccio?!, messer Giorgio.
- No, qui, da Giovanni Apolloni (dove stanno Stefano e Nicola), dovrò affrescare un san Giovanni Battista nel tabernacolo della Madonna della porta Colcitrone, il cavalier Apolloni è provveditore. [1]
Già, la chiesa di santa Maria della Porta, proprio in piazza di Porta Crucifera.

Sabato, 08 Settembre 2007 13:02

Le  origini sono molto remote.
Quando Dante Alighieri volle ricordarla nella Divina Commedia stava già a testimoniare che la Giostra del Saracino era, ai suoi tempi, conosciutissima come torneamento. Poi qualcuno,da noi capita spesso,la mise sotto chiave.Perchè nei secoli successivi alla stesura dell’immortale opera del sommo poeta, della giostra si scrive poco e quel poco soltanto a fasi alterne. Si conosce poco dei contendenti. Si capisce, dalle scarne cronache, che il ”torneamento” della Giostra del Saracino, si corre in onore di potenti nelle rare occasioni delle loro visite alla Città di Arezzo.

Venerdì, 07 Settembre 2007 20:37

“Se non vi piace il rosso
cambiateci colore noi
siam di Colcitrone
baldoria si farà”


E’ questo l’inno di battaglia che accompagna il popolo del Quartiere di Porta Crucifera nelle loro festose scorribande nel periodo della Giostra del Saracino. E’ un messaggio di lotta che ha una storia datata 1937 anno XV dell’era fascista.

Venerdì, 07 Settembre 2007 20:17
E' giovedì 1° settembre del 1966. Ho letto sulla bacheca all'angolo tra Piaggia di San Lorenzo e Via dei Pescioni [quella che vi si vede ancora] che stasera alla Sede regalano il fazzoletto a tutti i bambini, e chiedo al mio babbo di accompagnarmici.

Lui mi ci porta e proprio all'entrata della Stalla [ora c'è il Circolo] è stato collocato un tavolino, seduto al quale si trova un giovane signore che imparerò risponda al nome di Romualdo Verdelli.

Martedì, 25 Aprile 2006 20:26

Nobile e antichissima, la famiglia dei Girataschi fu tra le più importanti nell'Arezzo dal'alto Medio Evo fino a tutto il 1200.
Il loro stemma era uno scudo di color turchino con una fascia d'oro. La dimora, ampia e sontuosa, si trovava nell' area compresa tra I'odierna Via Pescioni (allora chiamata Contrada da Perini a Colcitrone), Borgunto (in passato Scale da Bedini a Perini, nome che sottolinea la presenza di scalinate per salire da Piazza Grande verso Piazza San Niccolò) e Piaggia di San Bartolomeo, il cui nome originario era Contrada tra Ie Mura Vecchie: un chiaro riferimento a preesistenti strutture difensive, forse una cinta Etrusca, o forse, con maggiori probabilità, una muraglia dei secoli precedenti il Mille.

Martedì, 25 Aprile 2006 20:24

Nel 1961 i maggiorenti della Giostra chiamarono da Roma un noto Regista televisivo, Fulvio Tului, affinchè riscrivesse la coreografia ed i tempi della manifestazione. Tra Ie novità apportate, non molte per la verità, ed alcune sicuramente buone , ci fu l'inserimento nel corteo storico di otto damigelle. Ad onor del vero, la presenza femminile nel mondo delle Giostra non era una vera e propria novità dal momento che proprio il Quartiere di Porta Crucifera, in occasione del Te Deum per la conquista della Lancia d'Oro del 1951 che si celebrò in Pieve, abbellì la cerimonia con la presenza di una Madrina in costume medioevale.

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