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Araldo rossoverde


Venerdì, 07 Settembre 2007 20:37

“Se non vi piace il rosso
cambiateci colore noi
siam di Colcitrone
baldoria si farà”


E’ questo l’inno di battaglia che accompagna il popolo del Quartiere di Porta Crucifera nelle loro festose scorribande nel periodo della Giostra del Saracino. E’ un messaggio di lotta che ha una storia datata 1937 anno XV dell’era fascista.

Venerdì, 07 Settembre 2007 20:17
E' giovedì 1° settembre del 1966. Ho letto sulla bacheca all'angolo tra Piaggia di San Lorenzo e Via dei Pescioni [quella che vi si vede ancora] che stasera alla Sede regalano il fazzoletto a tutti i bambini, e chiedo al mio babbo di accompagnarmici.

Lui mi ci porta e proprio all'entrata della Stalla [ora c'è il Circolo] è stato collocato un tavolino, seduto al quale si trova un giovane signore che imparerò risponda al nome di Romualdo Verdelli.

Martedì, 25 Aprile 2006 20:26

Nobile e antichissima, la famiglia dei Girataschi fu tra le più importanti nell'Arezzo dal'alto Medio Evo fino a tutto il 1200.
Il loro stemma era uno scudo di color turchino con una fascia d'oro. La dimora, ampia e sontuosa, si trovava nell' area compresa tra I'odierna Via Pescioni (allora chiamata Contrada da Perini a Colcitrone), Borgunto (in passato Scale da Bedini a Perini, nome che sottolinea la presenza di scalinate per salire da Piazza Grande verso Piazza San Niccolò) e Piaggia di San Bartolomeo, il cui nome originario era Contrada tra Ie Mura Vecchie: un chiaro riferimento a preesistenti strutture difensive, forse una cinta Etrusca, o forse, con maggiori probabilità, una muraglia dei secoli precedenti il Mille.

Martedì, 25 Aprile 2006 20:24

Nel 1961 i maggiorenti della Giostra chiamarono da Roma un noto Regista televisivo, Fulvio Tului, affinchè riscrivesse la coreografia ed i tempi della manifestazione. Tra Ie novità apportate, non molte per la verità, ed alcune sicuramente buone , ci fu l'inserimento nel corteo storico di otto damigelle. Ad onor del vero, la presenza femminile nel mondo delle Giostra non era una vera e propria novità dal momento che proprio il Quartiere di Porta Crucifera, in occasione del Te Deum per la conquista della Lancia d'Oro del 1951 che si celebrò in Pieve, abbellì la cerimonia con la presenza di una Madrina in costume medioevale.

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