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Presentazione lancia d'oro 137esima Giostra del Saracino

Nella sala del Consiglio Comunale è stata presentata la lancia d’oro della 137esima edizione della Giostra del Saracino, dedicata ai cento anni dalla conclusione della Prima Guerra Mondiale. Ad aprire la giornata, alla quale era presente anche l’artista di fama internazionale Gustavo Aceves che ha realizzato l’elsa del prezioso trofeo, il vicesindaco e assessore alla Giostra Gianfrancesco Gamurrini che ha portato il saluto  del sindaco di Arezzo.

“La 137esima edizione della Giostra del Saracino è dedicata al centenario della fine della prima guerra mondiale che si celebrerà in tutta Italia e nel resto d’Europa il 4 novembre di quest’anno – ricorda il primo cittadino Alessandro Ghinelli – dopo cento anni esatti dalla fine di quell’evento drammatico che sconvolse il nostro paese e le cui cicatrici sono tutt’ora percepibili nel Nord Est dell’Italia. A quei territori appartiene il paese di Sappada, la cui popolazione, all’indomani della rotta di Caporetto, dovette in una notte abbandonare le proprie case per mettersi in salvo altrove trovando ospitalità e accoglienza ad Arezzo che per un anno e mezzo li accolse come propri figli dando loro una casa, un lavoro e la solidarietà, con una unità di intenti che incarnava allora, molto più di oggi, il senso di appartenenza nazionale, pur a pochi anni dalla conclusione del processo di unificazione stesso. Oggi dunque, l’aver intitolato la lancia d’oro ai cento anni della fine di quella guerra ha un significato simbolico importante per questa città, che si riconosce a pieno titolo interprete attiva e consapevole di quel processo, di unificazione nazionale. Ecco il motivo per cui questa lancia per la quale ringrazio il Maestro Gustavo Aceves insieme all’intagliatore della parte lignea, Francesco Conti, è così importante per la città e per la Giostra, che essa stessa a ben guardare ha insita una simbologia che può ricondursi all’unità di intenti di fazioni diverse, ma unite contro un comune nemico”.

“La lancia è veramente bella – commenta in vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini - il cavallo è un simbolo molto particolare, per noi, per la guerra. Il cavallo è stato il grande sconfitto della prima guerra mondiale, i quattro cavalli che compongono l’elsa rappresentano i quattro quartieri, rappresentato quattro cavalli feriti, le loro teste hanno delle piccole incisioni a significare le ferite lasciate dalla guerra ed è questo un significato artistico con il quale il Maestro Aceves riconosce pienamente l’intitolazione della lancia d’oro. Complimenti dunque a Gustavo Aceves e al maestro Conti che come al solito ha completato il trofeo nella parte lignea. E che vinca il migliore”.

L’architetto Roberto Barbetti si è soffermato invece sulla descrizione della lancia: “La produzione di Gustavo Aceves – commenta  - evidenzia un sodalizio artistico ormai imprescindibile che lega l’epica umana alla narrazione figurativa dei cavalli rappresentati in forme scultoree alle diverse scale dimensionali. Il cavallo è un medium a cui l’artista affida il racconto delle sue passioni, dei suoi pensieri sulla storia e sul destino del mondo affinché questo possa consolidarsi in forme indelebili prima di essere tramandato ai posteri. Il cavallo poi nella tradizione iconografica occidentale e in quella italiana in particolare è simbolo di gloria; la magnificenza di questo animale rappresentato con le sue movenze eleganti traduce nell’immaginario collettivo il senso della forza, dell’ardimento e della potenza. Aceves seppur mutuando da tali opere il portato stilistico e l’enfasi monumentale, affida al cavallo un ruolo completamente difforme. Non la gloria, ma al contrario la sua negazione: l'uomo non è più il cavaliere trionfante, bensì un vinto dalle calamità e dalle avversità causate da guerre e carestie. La 137° lancia d’oro, a memoria della fine del primo conflitto mondiale, è totalmente informata di questi assunti: le quattro teste dei cavalli che ricordano i quartieri di Arezzo, quindi la città nel suo complesso, si dispongono in modo ortogonale rispetto al brocco dell’elsa. Sono figure che lasciano presagire la loro originaria fierezza, suggerita, oltre che dalle forme anatomiche ben proporzionate anche da un portamento leggermente flesso dell’incollatura. Eppure nei loro occhi traspare un senso di disorientamento e di perdita. Le masse scultoree sono incise profondamente e lasciano in vista tutte le ferite che sono state inferte per mano dell’artista. Le guerre distruggono e ciò che lasciano è molto spesso abbandono e disintegrazione. L’ elemento di riscatto a questo vuoto è dato dai valori di appartenenza che, in quel dato momento storico, Arezzo come l’Italia ha ritrovato nel patriottismo e nell’attaccamento alla propria bandiera. La città contava i suoi morti prestati alla causa e si preparava a celebrarli come eroi. Sembra proprio che il verticalismo della Lancia; la sua punta che si sviluppa in alto, proprio a patire da quelle teste tristi e assorte, sia congegnata dall’artista per dare forza a questo anelito di speranza ritrovata”.

Il maestro intagliatore Francesco Conti: “Sono stato onorato della possibilità che mi è stata data di poter lavorare con un’artista del calibro di Gustavo Aceves la cui sensibilità e grande cultura artistica mi hanno dato grande ispirazione”.

Alla conferenza stampa era presente anche Massimo Boncompagni, presidente Consorzio Centro*Arezzo, da anni sostenitore del progetto “Adotta una lancia”: “Sono ormai circa dieci anni che come consorzio sponsorizziamo la lancia d’oro della Giostra, ed è sempre una grande gioia e allo stesso tempo un grande merito poterlo fare, siamo onorati di prendere parte anche noi a questa meravigliosa e gloriosa manifestazione. La nostra cooperativa festeggia quest’anno 70 anni nei quali è sempre stata in evoluzione mentre il centro commerciale a novembre compirà 20 anni. Crediamo che nella vita se vogliamo raggiungere grandi risultati dobbiamo correre insieme verso un unico obiettivo e la Giostra del Saracino riteniamo sia portatrice di questi stessi nostri principi, la comunità riunita che lavora e partecipa attivamente tutto l’anno alla vita del proprio quartiere, per scendere poi in piazza ancora più unita e stringersi intorno incitando i propri giostratori”.

Grande soddisfazione quella espressa dal presidente dell’Istituzione Giostra, Franco Scortecci, per il proseguimento del percorso che ormai da tre anni vede l’affidamento della realizzazione della lancia d’oro ad artisti di fama internazionale: “Da tre anni come Istituzione abbiamo intrapreso la strada di trasformare quello che prima era un trofeo in una opera d’arte e questa rappresenta in maniera straordinaria la fusione di due mondi, due culture come quelle di Aceves e Conti, che si incontrano in un matrimonio perfettamente riuscito. Il cavallo è protagonista della lancia così come è protagonista della Giostra del Saracino e con soddisfazione, arrivati alla 137esima edizione, ci possiamo vantare di non aver avuto mai alcun problema e di aver sempre rispettato gli animali con una cura e un’attenzione sempre maggiori. Ci tengo inoltre a ringraziare chi da anni ci sta vicino e ci sostiene: il Centro*Arezzo che da anni sposa il progetto “Adotta una lancia”, Camera di Commercio, presente qui oggi, che ha attivato risorse importanti per il nostro bilancio finalizzate alla promozione del territorio attraverso la Giostra, Ubi Banca e tutti quei partner che a vario titolo contribuiscono alla buona riuscita della manifestazione: Campaldino Legnami, Eden Garden, l’associazione macellai di Confcommercio, e tutti quelle figure che operano dietro le quinte ma svolgono un lavoro fondamentale per lo svolgimento della manifestazione. Per finire come al solito dico: che vinca il migliore, ma soprattutto che tutto si svolga perché Arezzo come sempre esca vincitrice come città.

Andrea Sereni, presidente Camera di Commercio: “Innanzitutto i miei complimenti a Gustavo Aceves e Francesco Conti, questa non è una lancia ma un’opera d’arte, bellissima, che esprime al meglio la Giostra del Saracino. Una manifestazione alla quale Camera di Commercio da anni contribuisce in maniera fattiva e concreta dando il proprio sostegno. La Giostra è un gioiello della nostra città e rappresenta anche un appeal nei confronti di un turismo che da anni cerchiamo con ogni mezzo di portare nella nostra città e nella nostra provincia. Grazie quindi a tutti coloro che a vario titolo rendono viva la manifestazione per fare grande Arezzo nel mondo”.  

Andrea Fazzuoli, rettore Porta Crucifera: “In questa lancia vedo la magnificenza del cavallo, la sua fierezza, la sua grandezza. Grazie davvero al Maestro Aceves e al Maestro Conti perché è un’opera straordinaria”.

Ezio Gori, rettore di Porta Santo Spirito: “Anche io mi unisco ai complimenti agli artisti, quest’opera è un capolavoro. Inutile dire che mi piacerebbe vederla nel nostro museo. E’ dal 23 giugno che aspetto di potermi confrontare con i miei avversari, i nostri ragazzi faranno di tutto per poterla portare nel nostro quartiere”.

Roberto Felici, rettore di Porta del Foro: “Il momento in cui si può ammirare per la prima volta il trofeo è sempre un momento particolare, ma questa volta sono rimasto davvero stupefatto dalla bellezza di questa lancia. Grazie per questo bellissimo regalo alla città e alla Giostra”.

Maurizio Carboni, rettore Porta Sant’Andrea: “Anche io non posso che ammirare questa meravigliosa lancia, complimenti davvero a chi l’ha realizzata. Non resta che dare appuntamento a tutti al 2 settembre in Piazza Grande”.

La presentazione della lancia d’oro è stata anche l’occasione per annunciare il vincitore del contest fotografico di Instagram #atmosferadigiostra attivo dal 16 giugno al 19 agosto che metteva in palio un invito per assistere alla prossima Giostra. L’autore dello scatto vincitore, raffigurante uno dei due famigli del Buratto, è Rodolfo Vagnoli.

Nel corso della mattina è stata anche donata alla città di Arezzo un’opera realizzata dall’artista barese ma aretino d’adozione Vincenzo Nasuto, affermato in tutto il mondo per la sua particolare tecnica pittorica con la quale dipinge le sue opere direttamente su stoffa. “Un ringraziamento speciale a Vincenzo Nasuto – conclude il vicesindaco Gamurrini – artista che ha esposto qualche tempo fa le proprie opere a Palazzo Comunale e che oggi è qui per regalarci questo splendido foulard dipinto a mano, un pezzo unico, raffigurante un cavaliere della Giostra del Saracino durante la carriera in Piazza Grande”. 




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