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30 alla Giostra: tradizione e futuro si incontrano

23 Maggio 2019

Le telecamere Rai di Linea Verde in città per la Giostra di giugno, l’accordo triennale con Teletruria per le riprese televisive, la redazione di un disciplinare di regolamentazione per l’utilizzo dei marchi registrati della Giostra, la trasformazione in museo immersivo del percorso espositivo “I Colori della Giostra”: le novità illustrate dall’assessore Gamurrini nel corso del convegno che si è svolto al Teatro Vasariano

Si è svolto ieri sera nella splendida cornice del Teatro Vasariano il convegno “30 alla Giostra” voluto dal vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini per parlare di Giostra del Saracino ad un mese esatto dalla 138esima edizione. La serata, aperta dal saluto del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e dall’Inno della Giostra del Saracino eseguito dalla tromba degli Sbandieratori di Arezzo, Edo Bonucci, è proseguita con numerosi interventi tra cui quelli del nuovo coordinatore di regia Gianni Sarrini, del primo magistrato Marco Cecchi, del Questore di Arezzo Salvatore Fabio Cilona e dell’assessore al turismo del Comune di Arezzo, Marcello Comanducci.

L’incontro, che ha visto una nutrita partecipazione, è stata l’occasione per il vicesindaco e assessore alla Giostra Gianfrancesco Gamurrini per annunciare alcune novità che interesseranno la manifestazione nei prossimi mesi. Prima fra tutte la presenza delle telecamere Rai di “Linea Verde” in occasione della prossima edizione della Giostra del Saracino che porteranno la nostra manifestazione sulla tv nazionale. Novità e conferme anche sul fronte riprese televisive: in continuità con l’esperienza 2018, è stato infatti siglato un accordo triennale con l’emittente locale Teletruria che per il prossimo triennio si occuperà sia della parte di riprese e service tv,  sia, come da tradizione, della diretta della Giostra del Saracino.

Nel corso della serata è stato illustrato nel dettaglio il nuovo assetto organizzativo della Giostra del Saracino articolato, a seguito dell’abolizione dell’Istituzione Giostra del Saracino, nella Consulta dei Quartieri e nel Consiglio della Giostra, ed è stato annunciato che è in corso di redazione il disciplinare che regolerà l'utilizzo dei marchi registrati della Giostra del Saracino, il loro sfruttamento e gli eventuali procedimenti per chi ne farà un uso improprio al fine di eliminare falsi, prodotti non autorizzati e situazioni che possano in qualunque modo ledere all’immagine della manifestazione e della città.

Lancia d’Oro: dopo Ivan Theimer nel 2016 con la lancia esposta in Vaticano, Ugo Riva nel 2017 e Gustavo Aceves nel 2018, sarà Domenico Paladino (che esporrà ad Arezzo dal 15 giugno 2019 al 31 gennaio 2020 nella mostra dal titolo “La regola di Piero”) a realizzare l’elsa della lancia d’oro della Giostra di settembre dedicata a Leonardo Da Vinci. “La scelta di affidare la realizzazione della lancia ad un artista di fama internazionale a settembre e ad un artista locale a giugno – spiega Gamurrini – è stata una scelta importante che ha impreziosito enormemente il trofeo e la manifestazione e mi auguro che chi sarà amministratore dopo di noi possa proseguire sulla stessa strada”. A giugno il trofeo dedicato a Pietro Benvenuti sarà invece realizzato dall’aretina Olimpia Bruni.

Tra le altre novità annunciate: l’installazione, in ognuna delle scuole primarie del Comune di Arezzo, della bandiera di riferimento del quartiere a cui appartiene il territorio e lo studio di fattibilità per la realizzazione dei nuovi costumi della Giostra che andranno a sostituire quelli quasi trentennali attuali e dei cui bozzetti si occuperà il Liceo Artistico.

Infine gli obiettivi prefissati dall’assessorato alla Giostra del Saracino, partendo dal più ambizioso: l’implementazione del percorso espositivo “I Colori della Giostra”.

“L’attuale percorso espositivo realizzato in pochissimo tempo a fine 2016 e che vede esposti tredici costumi storici, una stanza dedicata alla Lancia d’oro, e un emozionante video introduttivo che fa calare i visitatori nell’atmosfera giostresca – commenta Gamurrini - conta oggi oltre 100mila accessi l’anno e più di mille dediche lasciate dai visitatori, evidenza di grande apprezzamento. Da qui l’idea di implementare il percorso nell’ottica di trasformarlo in un museo immersivo, una struttura moderna, interattiva, attrattiva anche agli occhi dei più giovani che potranno avvicinarsi alla Giostra divertendosi. Nel nuovo spazio saranno disponibili monitor touch screen che raccoglieranno tutte le informazioni sulla Giostra (fatti storici, ruoli, focus sui costumi, sui protagonisti, su ognuna delle lance d’oro vinte dai quattro quartieri…), proiezioni tridimensionali, un’esperienza immersiva a 360 gradi che permetterà ad ogni visitatore di calarsi nell’atmosfera di Piazza Grande il giorno della Giostra, una parte game con cui simulare la carriera contro il Buratto e tante altre sorprese che non potranno che attrarre e veicolare in maniera sempre più importante l’immagine di Arezzo”.




1 commento
  • Molto del tanto di cui è stato parlato (non son certo mancate tante belle parole) può essere assommato nel programma di politica turistica del Comune e quindi, io credo, si potrebbe benissimo affidarne la realizzazione ad ArezzoIntour.
    Mi fa invece contento il Comune adesso che si è, speriamo, definitivamente appropriato della Giostra. Però che questa appropriazione non presupponga degli espropri a dànno dei Quartieri: per esempio, dal punto di vista "disciplinare", la Magistratura mantiene intatto il suo doppio ruolo di potere: inquirente e giudicante; oltre a quello di nomina dei "controllori" a sua volta da essa controllati.
    Certamente, almeno per qualche anno, si può dire che la frittata sia bell'e fatta: da vedere e da capire se e quanto indigesta sarà.
    C'è però un aspetto - un punto del programma - ancora nelle mani del futuro: i confini. Grande problema: primo, da studiare con l'ausilio della conoscenza storica - che finora mi sembra molto ignorata...; secondo: non facciamoci fregare...

    P.s.: Tra le tante belle parole, esemplari quelle del dirigente di UBI, il quale mi pare abbia fatto delle belle promesse, dimentico però che nel frattempo la sua banca ha rassegnato le dimissioni da socio sostenitore di una benemerita associazione aretina che si occupa di storia...

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