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La storia del Palloncino RossoVerde a Pola

22 Giugno 2016

 

CORRIERE ARETINO MARTEDI 21 GIUGNO 2016

2016 06_21_palloncino1L’emblema di Porta Crucifera, gonfiato a elio, ha raggiunto Pola: lo ha raccolto un italiano, Aurelio, che lo ha visto scendere dal cielo e ha scritto al quartiere Straordinario volo di 500km 
Recuperato in Croazia un palloncino della Giostra.
La email pubblicata dal quartierista rossoverde Alberto Santini sul sito: “I nostri colori, seppur nella sconfitta in campo, hanno volato alto...”

AREZZO - Andrea Fognani ed EnzoScartoni "promuovono" la Giostra delSaracino oltre le mura cittadine e i confini nazionali. Recuperato in Croazia il palloncino di Porta Crucifera gonfiato ad Elio. Curiosa e straordinaria impresa per il nuovo gadget della Giostra del Saracino capace di resistere - a quanto pare - ai forti venti e di traversare addirittura il mare Adriatico.
Un viaggio di oltre 500 chilometri fino a Capo Promontore, la piccola penisola, situata all'estremità meridionale dell'Istria, a sud di Pola. L'emblema rossoverde "partito nel primo di verde al monte di tre
colli d'oro all'italiana da una croce dello stesso e nel secondo di rosso al campanile della Pieve di Arezzo finestrato di nero ed affiancato da due torri pure d'oro aperte e finestrate di nero", è atterrato proprio in Croazia.
A raccoglierlo un italiano che lo ha visto scendere dal cielo, confondendolo dapprima per un paracadutista in difficoltà fino a scoprire che ad Arezzo si corre la Giostra del Saracino La segnalazione è arrivata tramite mail al sito del quartiere di Porta Crucifera. A raccoglierlo è stato un italiano, Aurelio di Trieste, probabilmente in vacanza in Croazia. Nella mail inviata ai contatti info del quartiere di Palazzo Alberti l'uomo ha allegato la foto dell'emblema gonfiato ad elio ed ha scritto: "Pensavo di soccorrere un paracadutista in difficoltà invece era caduto un vostro palloncino recuperato sano e salvo nelle spiagge di Promontore Pola Croazia Istria. Viva la Porta Crucifera, lo tengo caro. Aurelio di Trieste".
Deve essere rimasto sbalordito lui stesso dal ritrovamento. E grazie alla scritta Giostra del Saracino Arezzo si è documentato per capire da dove arrivasse quello strano "ufo" aretino. In città, a dare la notizia è stato Alberto Santini, quartierista rossoverde e appassionato di giostra. È lui che cura il sito del quartiere di Porta Crucifera ed ha subito inserito nel portale la news: "Il rosso verde vola nei cieli! fino a Pola! I nostri colori, seppur nella sconfitta in campo, hanno volato alto e sono arrivati in Croazia a Pola. Abbiamo ricevuto una mail del ritrovamento di un nostro palloncino da Aurelio Cossutta di Trieste che ne ha recuperato uno cosi tanto lontano da renderci sbalorditi".
E dal sito rossoverde l'auspicio che il "soccorritore" del palloncino diventi un supporter di Porta Crucifera e della Giostra del Saracino.
"Ad Aurelio - si legge nel sito del quartiere rossoverde - un caro saluto da tutto il Quartiere, invitandolo a seguirci via etere (Teletruria o Telesandomenico) oppure a venire a trovarci nel nostro caro Quartiere in occasione delle prossime Giostre".

Il gadget giostresco ideato da Andrea Fognani e da Enzo Scartoni ha decisamente spiccato il volo. Che fosse unaidea azzeccata, lo avevamo visto già nei giorni scorsi, quando la città è stata invasa da tantissimi palloncini dei quartieri. Il coloratissimo gadget ha infatti conquistato gli aretini e in tanti lo hanno scelto per addobbare negozi e balconi. Il giorno del corteo sono stati numerosi i bambini e le bambine che hanno preferito acquistare il palloncino del proprio Quartiere piuttosto che gli eroi dei cartoons. E sarà stato proprio dalle mani di un piccolo aretino che il palloncino rossoverde ha preso il volo, per arrivare a far conoscere la Giostra del Saracino addirittura in Croazia. Un vero guinness.

 

CORRIERE ARETINO MARTEDI 22 GIUGNO 2016

2016 06_22_palloncino2 Il racconto di Aurelio Cossutta, che lunedì a Pola ha trovato l’emblema rossoverde: “Abbiamo camminato nel bosco con mia moglie, certi che ci fosse un disperso!”
“Quel palloncino della Giostra in Croazia scambiato per un paracadutista” 

Sempre più bizzarra la storia del "salvataggio" del palloncino di Porta Crucifera. Il Corriere di Arezzo ha intervistato il soccorritore". È Aurelio Cossutta, un odontotecnico di Trieste ad aver recuperato assieme alla moglie Polizy Claudia. "Da bambino ho trovato una protesi a terra - confessa Aurelio - non sapevo cos'era e poi sono diventato un odontotecnico. Adesso, a 59 anni,ho scoperto la Giostra del Saracino grazie al palloncino, chissà cosa accadrà?".
Di sicuro Aurelio ha tirato un sospiro di sollievo dopo che ha identificato l'oggetto misterioso calato a picco tra la fitta vegetazione del parco naturale di Kamenjak. Il palloncino rossoverde infatti è atterrato in Croazia esattamente alle ore 11,15 di domenica 19 giugno dopo una traversata da record di 500 chilometri tra le correnti d'aria. Volteggiando in mare aperto per chilometri e chilometri, il palloncino gonfiato ad elio ha sorvolato il mar Adriatico fino ad approdare a Capo Promontore, la piccola penisola, situata all'estremità meridionale dell'Istria, a sud di Pola.
Un viaggio lungo almeno una notte se non addirittura un giorno se si ipotizza che sia “partito” da Arezzo proprio sabato mentre in città si correva Giostra. "Mi trovavo - racconta Aurelio Cossutta - a fare una passeggiata sulla punta del promontorio immerso nella natura". Ed è stato durante l'escursione che Aurelio ha alzato gli occhi al cielo mettendo a fuoco quello che alla vista gli è apparso
un paracadutista in difficoltà.
"Abbiamo sentito - racconta Aurelio - il rumore di un motore di un aereo. Guardando il cielo abbiamo visto volteggiare in aria l'oggetto. Poiché spesso in quella zona ci sono lanci di paracadutisti abbiamo pensato che fosse un paracadutista in difficoltà".
Seguito con lo sguardo lo strano oggetto volante,Aurelio lo ha poi visto precipitare a picco. "Ci siamo preoccupati ed abbiamo pensato a un incidente. La forma non era di un normale palloncino ed ho pensato a un paracadute che non si era aperto". E così la coppia di Trieste si è messa alla ricerca del "disperso". "Abbiamo camminato nel bosco verso la direzione dove avevamo visto precipitare quello che poi è risultato essere un semplice palloncino". Il ritrovamento, ha spinto la coppia a scoprire cosa rappresentasse quel simbolo. E il palloncino recuperato è diventato un cimelio. "Lo custodisco con affetto come souvenir". Increduli anche Andrea Fognani e Enzo Scartoni. Mai avrebbero pensato che la loro idea avrebbe potuto fare tanta strada. "Quando abbiamo saputo della notizia - dicono Fognani e Scatoni - abbiamo pensato ad uno scherzo. In realtà il palloncino può aver camminato così tanto.
La curiosità è poi il fatto che sia stato visto cadere e raccolto da un signore che si è poi incuriosito tanto da ricercare la nostra manifestazione e ha contattato il quartiere".

Cogliamo l'occasione per ringraziare il Corriere Aretino ed il giornalista Alessandro Bindi per l'articolo di cui sopra.

ARTICOLI di Alessandro Bindi (Corriere Aretino)

 




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