Scomparso il Duca d'Aosta

Tra Porta Crucifera e la Real Casa di Savoia c'è sempre stata una certa 'familiarità', fin da quando, nel 1938, i Principi di Piemonte, eredi al trono d'Italia, fecero avere al Rettore e ai dirigenti un loro personale ricordo, memori di avere assistito alla vittoriosa Giostra del 12 giugno.

Nel 1962 fu Adalberto di Savoia-Genova, duca di Bergamo, a visitare la nostra sede, latore della lettera con cui il Re Umberto II concedeva all'insegna di Porta Crucifera i privilegi araldici della Corona e del Nodo. E nel 1966 sarà proprio Amedeo duca d'Aosta, insieme alla consorte Claude d'Orléans, ad essere accolto dai quartieristi festanti per la vittoria del 4 settembre.

Il Duca, tenutario del Borro, non mancò d'inviare un'adeguata provvista del suo Chianti per la cena della vittoria. E ci furono anche le sue parole, nel Duomo di Arezzo, a dare l'estremo saluto a Luciano Centini, prestigioso Maestro di campo e nostro quartierista. Tra l'altro, a quel momento, ci fu nell'ambiente qualche voce che indicò quale successore di Centini alla massima carica della Giostra proprio il duca d'Aosta.

Giunga quindi ai familiari di Sua Altezza il cordoglio del Rettore, del Consiglio e di tutto il popolo di Porta Crucifera.

nodo di Savoia Duca d'Aosta Amedeo Savoia Luciano Centini


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