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“Gosto e Mea”, il Mazzafrusto in scena con il nuovo spettacolo

20 Maggio 2019

La compagnia teatrale del Mazzafrusto presenta il suo nuovo spettacolo. L’appuntamento è fissato per le 21.30 di venerdì 24 maggio nei locali del Centro di Aggregazione Tortaia di Arezzo e vedrà alternarsi sedici attori nel mettere in scena la prima assoluta di “Gosto e Mea”.
La serata permetterà di assistere ad una divertente commedia che, liberamente tratta dall’omonimo racconto del poeta aretino ottocentesco Antonio Guadagnoli, proporrà un atto unico dove scoprire figure, scene e usanze popolari toscane, a cura di Luigi Boncompagni e con la regia di Alfredo Bassi.

“Un contadin vivea nei tempi andati” è l’incipit di una storia che racconta dei pettegolezzi di un paese e di quanto le chiacchiere possano influenzare la vita dei suoi abitanti, attraverso la vicenda di un’anziana coppia e di una scommessa al suo interno che accende la curiosità dei compaesani, dando vita a tante situazioni all’insegna della risata.


“Gosto e Mea” rappresenta l’ultima fatica del Mazzafrusto, la compagnia nata nel 2014 all’interno del quartiere di Porta Crucifera con l’ambizione di mantenere acceso nel pieno centro storico della città un clima artistico di vivacità, spontaneità e semplicità che è solitamente associato alla vita dei piccoli paesi.

Il gruppo di attori si costituì infatti per valorizzare le tradizioni legate alla cultura popolare aretina mediante spettacoli di teatro amatoriale spontaneo e dialettale, fornendo così la possibilità agli appassionati di quest’arte di vivere l’esperienza del palcoscenico, di esprimersi e di mettersi in gioco. «I nostri sono attori naturali - commenta Leonardo Fusai del Mazzafrusto, - che interpretano sé stessi anche nell’interpretazione dei personaggi dei diversi spettacoli perché, con il loro modo di porsi, sono portati nel mettere in scena spettacoli caratteristici ed ironici. Questo spirito sarà alla base anche di “Gosto e Mea” che, al Cas Tortaia, permetterà di continuare a scoprire e a ridere con i racconti popolari aretini».




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