Quartiere di Porta Crucifera

Il detto pronunciato qualche millennio fa di fronte al senato romano da Caio Tito citava “Verba Volant, Scripta Manent” che nella facile traduzione significa “le parole volano,gli scritti rimangono”. All’epoca e nel contesto in cui furono pronunciate facevano probabilmente riferimento a qualche accordo da mettere per iscritto per avere un successivo riscontro; queste parole, associate alla Giostra, hanno tutt’altra lettura. Questa manifestazione rappresenta per il popolo aretino una tradizione che ha visto intere famiglie tramandare di padre in figlio la propria passione, l’attaccamento al proprio Rione, ma non sempre la memoria è infallibile e i ricordi nitidi per raccontare gli episodi, gli aneddoti delle vecchie giostre. Per questo un ruolo fondamentale lo hanno giocato i numerosi libri che esperti di giostra con la loro passione si sono impegnati a scrivere nel corso degli anni.

Sperando di fornire una lista completa di essi e senza dimenticare nessuno, vorrei iniziare dal mio preferito in assoluto, “1966-2004 Giostra del Saracino”. Questo libro scritto dall’autore Carlo Fardelli, scomparso qualche anno dopo, seppur con qualche errore, rappresenta una fonte incredibile di aneddoti e racconti che ancora oggi leggo e rileggo ogni qualvolta la voglia di giostra si fa sentire nei momenti più bui del lungo inverno, privo di rulli di tamburi e squilli di chiarine. Le cronache e le statistiche descritte di anno in anno in questa fantastica raccolta sono ispirate e rappresentano il continuo di un altro capolavoro, “Le mille lance del Saracino” scritto dal celebre Carlo Dissennati. Esso con la sua immensa conoscenza di Giostra descrisse le annate dagli anni 30 al 1965 con estrema precisione fornendo dettagli che in assenza di tecnologia e considerati i tempi rimangono oggi un tesoro inestimabile.

E lo stesso Dissennati, coadiuvato da altri due personaggi di indubbio valore quali Tavanti e Benigni, scrisse nel 1982 “Giostra del Saracino” con all’interno bellissime foto dell’epoca. Grazie Carlo! E grazie per aver trasmesso la passione e la dote di scrittore al nipote Saverio Crestini che nel recente 2013 ha pubblicato “la Rinascita della Giostra del Saracino” dedicato allo studio storico della manifestazione nell’epoca fascista.
Nello stesso periodo è ambientato poi un altro pezzo pregiato “La vittoria conseguita nel 1931 dal rione di Porta Burgi nella lunga vicenda della Giostra del Saracino” scritta dal noto storico Luca Berti che dà la sua versione e analizza la prima edizione del 1931 con la successiva scomparsa del Rione Porta Burgi.

Se parliamo di libri giostreschi, non possiamo non citare il grande Enzo Piccoletti, storico Capitano e quartierista di Sant’Andrea, che con la sua raccolta divisa in più volumi “Terra d’Arezzo un cantico” ha raccolto documenti, curiosità e foto di Arezzo e della Giostra del Saracino. Roberto Parnetti, quartierista gialloblu ed esperto di pali e tornei cavallereschi, ha pubblicato un volume molto completo dal nome “e vidi correr giostra” dove racconta la Giostra fin dalle sue origini e ne spiega ogni particolare, riportando una raccolta di statistiche su giostratori, punteggi e cavalli davvero formidabile. Lo stesso Parnetti è autore di altri volumi, tra cui Almanacco Giostresco 2006 e Almanacco Giostresco 2014.
Ed infine Giancarlo Capacci nel 2003 pubblica “La polvere nella lizza” con brevi racconti di esperienze vissute e raccontate dagli occhi di un giovane quartierista.
Questa è la raccolta di volumi che uniti agli innumerevoli articoli di giornale, alle foto conservate, ai file video arrivati ad oggi, rappresentano il bagaglio storico, la tradizione che mai dovrà essere dimenticata e per sempre dovrà essere tramandata. Viva la Giostra del Saracino!

Luca Fragalà





Devi effettuare il login per inviare commenti ed essere registrato su