Quartiere di Porta Crucifera

Gli albori delle Giostre per la Madonna del Conforto

La Madonna del Conforto nel III° numero Mazzafrusto del 1996 - E. Droandi
  La Madonna del Conforto nel III° numero Mazzafrusto del 1996 - E. Droandi  

Nei giorni di festa per la Madonna del Conforto ci piace ricordare, con un articolo che Enzo Droandi scrisse in occasione della Giostra del 1996, che 220 anni fa proprio nelle vie del nostro Quartiere veniva per la prima volta “corsa Giostra” in suo onore.

Per il Santo Donato la documentazione a noi arrivata ci permette di riportare la prima Giostra “ad burattum” a lui dedicata all'Agosto 1535, potendo risalire fino a quelle sempre svoltesi in occasione delle feste patronali avvenute negli anni 1491 e 1492, ma nella modalità di “Giostre ad tabulam”,  all'incontro.

Ci si rifà invece ai giochi giostreschi dell'Agosto 1798 che si tennero in via Pellicceria per datare la prima “Giostra” dedicata alla Madonna del Conforto. A differenza delle altre, questa va fatta rientrare nel filone delle giostre al buratto “popolari”: si trattava infatti di Giostre svolte dalle genti comuni e con i mezzi a loro a disposizione.

Pur con alcune variati e non solo nel Quartiere di Crucifera, se ne può avere una descrizione succinta da uno scritto di Oreste Brizzi del 1839: “Nelle contrade aretine di Colcitrone e di Pescaja usasi ancora festeggiare vari giorni dell'anno con gioco popolare detto la Giostra del Buratto ...”; di fatti veniva issato e legato tra i muri dei palazzi un fantoccio a immagine di guerriero alla cui base era fermato un anello che i “giostratori” a “cavallo” di un carretto tirato a mano dovevano centrare con una “lancia”, pena l'errore il rovesciarsi loro addosso un secchio d'acqua che vi era insieme affisso tra “le risa e le beffe delle moltitudini”, vinceva chi infilava per tre volte l'anello e il primo premio era un capo di vestiario.

Se pur “povere” queste Giostre popolane erano sicuramente abbastanza diffuse non solo in città e fanno parte della continuità culturale della Giostra di Buratto, a cui va riconosciuto la dignità di aver contribuito a conservare memoria delle feste giostresche in Arezzo nel XIX sec.

Seppur non confrontabili con la magnificenza di quella cittadina, testimonia la loro conservazione, e conferma della loro tradizione e conoscenza, l'abbiamo ancora oggi dallo svolgersi con similari modalità in più paesini periferici. Si può inoltre verosimilmente credere che il coro de “La Giostra” dell'opera “La strage dei Tondinelli” di Cosimo Burali Forti vi sia ispirato.

Non, infine, potrà sfuggire che la Giostra del Saracino rinata definitivamente in occasione dei festeggiamenti per San Donato del 1931, venne accompagnata dall'aneddotica della scoperta dei capitoli della Giostra del 1677 da parte del giornalista de La Nazione Alfredo Bennati, ma anche che lo stesso si imbatté in alcuni ragazzini che con in mano manici di scopa, imitando la corsa del cavallo, si sfidavano a centrare una figura disegnata in un muro, alla cui domanda di cosa stessero facendo rispondevano: “Si gioca al Buratto!”.

[fonti: L. Berti in Atti e memorie della Accademia Petrarca vol. LVI – 1994; A. Cirenei in Il Mazzafrusto n'1 anno 2008; E. Droandi in Il Mazzafrusto n°3 1996 (in foto)]





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