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Tradizioni e ricordi


Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:57

Del fare Giostra strettamente contemporaneo c’è ben poco che, nei miei giudizi, salverei dalla Geenna dopo di aver fatto d’ogni erba un fascio. Sicuro di schivare l’arcinoto pericolo di questo agire prestando sola attenzione a non stringere col giunco insieme alla malerba anche «A sQuola di Giostra»! Riprendo dal 6 marzo scorso quando a Santo Spirito è iniziato il secondo anno della «sQuola» col parlare dei costumi.

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:46

Durante i viaggi a bordo di questa nostra “terza pagina” abbiamo visto Arezzo e il suo territorio con gli occhi benevoli di tanti scrittori. Adesso, invece, diamo qualche occhiataccia, con osservazioni critiche che abbracciano la città e gli aretini dal XIV al XX secolo. Ci paiono tutte, nel loro contesto, sostanzialmente giustificate dalla realtà dei fatti, e alcune anche di un’attualità sconcertante; ma non si creda a una nostra adesione aprioristica a queste occhiatacce... Sappiamo però quanto la storia, la storia di una città, e di una città toscana, sia legata a certe premesse e conclusioni che, per quanto vere in linea di massima, tendono a idealizzare e quindi, in un certo senso, a falsificare caratteri e valori. Si sarebbe insomma, solo a benevolmente guardare, a esaudire un bisogno psicologico-spirituale campanilistico al di là e al di sopra di qualsiasi criterio storico-critico.
Il testo è in gran parte formato con i contributi storici degli autori riportati tra parentesi tonda seguita da asterisco e raccolti in “POLITICA E ISTITUZIONI AD AREZZO dall’Alto Medioevo all’Età contemporanea” a cura di Luca Berti, Società Storica Aretina, Arezzo, 2013

 

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:30

Biografia: Scrittore e giornalista italiano (Vicenza 1907 - Londra 1974). Formatosi all’incrocio di un cattolicesimo sensuale con un illuminismo attinto ai moralisti francesi del Sei-Settecento, aperto alle influenze del freudismo e dell’esistenzialismo, Piovene indagò le passioni e i vizi umani. Tra i romanzi più noti: Le furie (1963), in cui ha tentato di applicare la tecnica del nouveau roman, dando particolare rilievo alla memoria di un mondo in decadenza di fronte al quale lo scrittore subisce rimorsi e inibizioni, non senza però lasciare nel lettore un sapore di ambiguità; e Le stelle fredde (1970, premio Strega), in cui ritorna con gli stessi simboli la materia autobiografica.

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:22

Pseudonimo del giornalista e scrittore italiano Curzio Suckert (Prato 1898 - Roma 1957). Personalità poliedrica, indipendente e controversa, passò dall’adesione al fascismo, all’antifascismo (che gli procurò nel 1933 il confino), al filocomunismo. Scrisse acuti testi politico-letterari, tra cui Italia barbara (1925), e romanzi quali Kaputt (1944) e La pelle (1950), crude testimonianze sulle atrocità della guerra.

Mercoledì, 27 Luglio 2016 14:12

Pietro Pancrazi nacque a Cortona nel 1893 e morì a Firenze nel 1952. L'attività di Pancrazi fu soprattutto di critico, dedicata in prevalenza alla letteratura italiana contemporanea, nel cui ambito ha tratteggiato essenzialmente il ritratto umano e morale degli scrittori.

Mercoledì, 27 Luglio 2016 13:08

Con questo appuntamento entriamo nel Novecento letterario, partiti come eravamo dal nostro dugentesco Guittone. Ci entriamo con uno dei maggiori poeti italiani di quest’epoca, Salvatore Quasimodo.
La sua poesia scelta per il nostro caso trae ispirazione diretta dal Palio della Balestra di Sansepolcro, che assurge così a un’elevata dignità potendosi confrontare - in questo - col Palio di Siena cui Eugenio Montale dedicava una lirica pubblicata nel 1939.
E con la celebre Palio montaliana, mi pare Quasimodo cerchi in un punto del suo testo il confronto, quando vede «senza tamburi vittoriosi» i balestrieri, un sommesso controcanto ai «tamburi che ribattono a gloria di contrade» notati da Montale a Siena.

Mercoledì, 27 Luglio 2016 12:48

Faustina nacque ad Arezzo (probabilmente nel palazzo di via Mazzini) il 1° marzo 1650 dal nobile Bernardino degli Azzi e da Virginia dei nobili di Monte Sperello, famiglia di Perugia. Coltivò la poesia fin da fanciulla e divenne così famosa che il 28 settembre 1691 fu accolta nell’Arcadia con il nome di Selvaggia Eurinòmia (una selvaggia dal buon naso) (per i suoi “versi leggiadrissimi e di totale soddisfazione”).

Mercoledì, 27 Luglio 2016 12:33

La Terza pagina è stata, storicamente, lo spazio che i quotidiani italiani hanno dedicato alla cultura.

Ha costituito l’indice del prestigio di un quotidiano e ha rappresentato uno spazio proficuo e importante per la crescita culturale dell’Italia, oltre ad essere una peculiarità dei giornali della penisola. […] Nella stampa dell’Ottocento, e del primo Novecento, tutti i quotidiani avevano quattro pagine. La prima ospitava l’articolo di fondo e la cronaca dei fatti più rilevanti della giornata.

Mercoledì, 29 Giugno 2016 12:30

La Fiera delle Gaite di Bevagna (PG) e la nostra Giostra del Saracino edizione di giugno 2001 raccontate da un documentario di France3. Il video è stato girato nel Quartiere di Porta del Foro e viene raccontata la preparazione alla Giostra dei fratelli Veneri, cavalieri di San Lorentino.

Al termine però la Lancia di Faustina degli Azzi viene portata in corteo dai nostri figuranti

Sabato, 27 Settembre 2014 10:05

Lo conoscono tutti a Pozzuolo Umbro, frazione di Castiglion del Lago. La sua casa, più che un'accogliente abitazione, è un cimelio, un museo dell'ippica popolare, quella che ha antiche tradizioni, che si svolge in provincia.
Il cavallo domina nei ricordi.
E quando dall'ingresso sali per le scale respiri subito l'aria di quelle "cose" che ami di più, perché sono le più genuine, le più tradizionali, le più secolari. Sali i primi gradini e al muro ci vedi il cartellone con la lancia della Giostra del Saracino; arrivi al pianerottolo e c'è alla parete una foto con lui a cavallo con il giubbetto della Contrada del Drago. Insomma, subito, i colori rosso e verde dominano. E in salotto, o meglio, nel "museo", la pagina ingiallita di un giornale messa in bella mostra ti annuncia che sei entrato nella stanza dei ricordi di "Tripoli Torrini: il fantino gentiluomo che correva per farsi valere".

E' morto lo storico aretino Franco Paturzo, aveva 53 anni. Un tragico incidente lo ha strappato all'affetto dei propri cari. Era in bicicletta nella zona del Pratomagno, una rovinosa caduta sulla strada gli ha provocato le ferite fatali. Tempestivo, ma inutile il viaggio in elicottero alle Scotte di Siena. Paturzo è morto poco dopo l'arrivo in ospedale.

Mercoledì, 09 Gennaio 2008 22:28

Un sogno che divenne realtà!
Oggi hanno i capelli brizzolati. Un gruppo di giovani mise la prima pietra per quello che sarebbe divenuto il punto di aggregazione sociale: IL CIRCOLO.
Correva l’anno… e sentirono l’esigenza di creare qualcosa di diverso. L’idea fu quella di allestire un punto all’esterno della sede per trascorrere delle serate in attesa dell’evento “principe”.
La scelta cadde nella romita e suggestiva piazzetta di San Niccolò. Pochi tavoli, qualche panca, una griglia, costituirono le fondamenta per le feste en plein air dei cruciferini. Pane, salsicce, costoliccio, un pezzo di porchetta, affettati, formaggi e vino a volontà.

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