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Tradizioni e ricordi


Mercoledì, 07 Novembre 2007 12:18

Primo di marzo 1531. Su per piaggia san Bartolommeo girato l’angolo della casa di Davidino:
- O dove andate, con questo tempaccio?!, messer Giorgio.
- No, qui, da Giovanni Apolloni (dove stanno Stefano e Nicola), dovrò affrescare un san Giovanni Battista nel tabernacolo della Madonna della porta Colcitrone, il cavalier Apolloni è provveditore. [1]
Già, la chiesa di santa Maria della Porta, proprio in piazza di Porta Crucifera.

Lunedì, 16 Maggio 2011 15:30

L’8 maggio scorso si è inaugurata a Faenza la piazza Gianfranco Ricci, per iniziativa del locale Rione Rosso. Ricci era nato in questa città nel 1942 e ivi prematuramente scomparve nel 1998.

Fu un protagonista assoluto dei tornei cavallereschi italiani e anche della Giostra del Saracino, vincendone 11, due delle quali coi nostri colori: il “cappotto” del 1980.

Ecco alcune immagini della manifestazione alla quale è stato invitato anche il nostro Quartiere; da segnalare la bella ospitalità ricevuta, per la quale ringraziamo tutti i dirigenti del Rione Rosso di Faenza.

Mercoledì, 13 Marzo 2013 15:22

Chissà quante volte avranno e abbiamo chiacchierato intorno al significato di Colcitrone, del toponimo, cioè, che identifica il nostro rione. Ebbene, è venuto il momento di fare chiarezza, stabilendo definitivamente che il nome deriva da un mestiere che, evidentemente, era nella zona particolarmente esercitato: il materassaio, i materassai, in latino culcitrones con suffisso plebeo in luogo di culcitrarii, come pelliones per pellarii.
Via Colcitrone può stare insomma in compagnia con Via Pellicceria e anche con Via Seteria. 

Martedì, 25 Aprile 2006 20:24

Nel 1961 i maggiorenti della Giostra chiamarono da Roma un noto Regista televisivo, Fulvio Tului, affinchè riscrivesse la coreografia ed i tempi della manifestazione. Tra Ie novità apportate, non molte per la verità, ed alcune sicuramente buone , ci fu l'inserimento nel corteo storico di otto damigelle. Ad onor del vero, la presenza femminile nel mondo delle Giostra non era una vera e propria novità dal momento che proprio il Quartiere di Porta Crucifera, in occasione del Te Deum per la conquista della Lancia d'Oro del 1951 che si celebrò in Pieve, abbellì la cerimonia con la presenza di una Madrina in costume medioevale.

Sabato, 08 Settembre 2007 13:02

Le  origini sono molto remote.
Quando Dante Alighieri volle ricordarla nella Divina Commedia stava già a testimoniare che la Giostra del Saracino era, ai suoi tempi, conosciutissima come torneamento. Poi qualcuno,da noi capita spesso,la mise sotto chiave.Perchè nei secoli successivi alla stesura dell’immortale opera del sommo poeta, della giostra si scrive poco e quel poco soltanto a fasi alterne. Si conosce poco dei contendenti. Si capisce, dalle scarne cronache, che il ”torneamento” della Giostra del Saracino, si corre in onore di potenti nelle rare occasioni delle loro visite alla Città di Arezzo.

Venerdì, 07 Settembre 2007 20:37

“Se non vi piace il rosso
cambiateci colore noi
siam di Colcitrone
baldoria si farà”


E’ questo l’inno di battaglia che accompagna il popolo del Quartiere di Porta Crucifera nelle loro festose scorribande nel periodo della Giostra del Saracino. E’ un messaggio di lotta che ha una storia datata 1937 anno XV dell’era fascista.

Giovedì, 14 Ottobre 2010 00:11

Sono stati inaugurati ieri sera i lavori di restauro della ex chiesa di Santa Maria della Porta in piazza di Porta Crucifera. Invitiamo tutti a compiere una visita a questo venerando monumento: all’interno, dei chiari pannelli opportunamente collocati spiegano senz’altro meglio di quanto non si possa far noi storia e restauri compiuti, primo fra tutti quello al trecentesco affresco della “Madonna con bambino in trono”, che ci ha restituito una bellissima testimonianza di arte e di fede.

Martedì, 23 Giugno 2009 01:19

Chi sopravvive al tempo per altro tempo, è destino che si trovi sempre più spesso a dover chinare la testa per doveroso omaggio agli amici che invece si sono innanzi avviati alla tomba; e più la dimensione sodale è ampia, maggiori saranno purtroppo queste occasioni. Quando poi si appartiene a un contesto come quello di un Quartiere – per caso di nascita o per residenza o per scelta – a una certa età pare veramente che simili tristi momenti rappresentino delle troppo frequenti costanti. Quanti vedranno?

Lunedì, 29 Settembre 2008 01:50

Porta Colcitrone (clicca sulla foto per ingrandirla), o Crucifera, si apriva nelle mura di Arezzo in un punto tuttora identificabile in piazza di porta Crucifera: sicuramente medievale e più volte modificata nel corso dei secoli, fu demolita alla fine dell’Ottocento. Non il primo e, purtroppo, nemmeno l’ultimo di tanti sciagurati interventi, compiuti nel centro storico di questa città «in nome della migliore viabilità e dell’ “inarrestabile progresso”», come dice giustamente Andrea Andanti poco sotto citato.

 E' il debutto dei nuovi costumi e i quartieri si presentano in piazza con tante novità. Silvano Gamberi ha lasciato Santo Spirito dopo 15 anni in gialloblu ed è passato a Sant'Andrea a fare coppia con Martino Gianni. La colombina si affida così a un nuovo fantino arrivato da Faenza: Davide Tredozi, che fa coppia con Marco Cherici. A San Lorentino si è ritirato dall'attività Mario Capacci e i giallocremisi si affidano all'esordiente Angelo Magnani, detto Ruschio, al fianco dell'esperto Paolo Parigi. Per i colori rossoverdi confermata la coppia d'oro composta da Eugenio Vannozzi e Marco Filippetti. Maestro di Campo è l'esordiente Paolo Bucciarelli Ducci, che succede a Raffello Giorgetti.

Mercoledì, 13 Ottobre 2010 10:59

«Già era ‘l Caponsacco nel mercato .... disceso giù da Fiesole …»

Così Dante Alighieri rammenta (Paradiso, XVI, 121-122) il ghibellino Caponsacchi (cioè la famiglia) che originario di Fiesole viene ad abitare in Firenze e ad esercitare la mercatura al “Mercato Vecchio”.

Mercoledì, 07 Novembre 2007 12:55

Sono le 7 del 16 agosto 1973, e la Mini Minor di Roberto Chiodini scende un po’ traballante Piaggia San Lorenzo, per fermarsi alla Sede. Senza che Roberto debba aspettare, io e Guido siamo già lì, pronti, e saliamo a bordo, destinazione: Siena, a vedere, noi per la prima volta dal vero, il Palio.
La strada è quella classica, da Monte San Savino, per la Colonna del Grillo, classica perché da qui, con la stessa destinazione e per il solito motivo, sono passati tante volte prima di noi altri rosso-verdi, come Vittorio Farsetti e Antonio Morelli; anche loro, a un certo momento della vita, attratti dalla festa senese.

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