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Storia recente della Giostra

08 Settembre 2007

Le  origini sono molto remote.
Quando Dante Alighieri volle ricordarla nella Divina Commedia stava già a testimoniare che la Giostra del Saracino era, ai suoi tempi, conosciutissima come torneamento. Poi qualcuno,da noi capita spesso,la mise sotto chiave.Perchè nei secoli successivi alla stesura dell’immortale opera del sommo poeta, della giostra si scrive poco e quel poco soltanto a fasi alterne. Si conosce poco dei contendenti. Si capisce, dalle scarne cronache, che il ”torneamento” della Giostra del Saracino, si corre in onore di potenti nelle rare occasioni delle loro visite alla Città di Arezzo.

Per farla breve: si correva quando “li onorevoli messeri, reggitori della Nobilissima Città di Arezzo”, erano in grado (e in comodo) di organizzarla.
Par di capire che il felicissimo contado ed il popolo, come il Bando recita, poco peso avevano nella scelta della manifestazione. Insomma, la Giostra, per desiderio ed ordine di chi ne deteneva le ”chiavi” e la teneva sotto tutela con doppia mandata  di ”catorcio”, la riproponeva quando, ritrovata la chiave, chiamava l’Araldo e ordinava con squilli di tromba il ripristino della manifestazione.
Tutto questo succedeva fino al secolo testé trascorso. Oppure,  se vogliamo essere precisi, dopo il 1904 quando la Giostra fu corsa al prato per i festeggiamenti in onore di Francesco Petrarca e, subito dopo, nuovamente messa in “sonno” fino a quando, ed arriviamo al 1931, il giornalista Alfredo Bennati, il potestà Pier Lodovico Occhini e Luigi Serboli (detto ”Gigi prete”) non ebbero la felicissima intuizione di ripristinarla senza interruzioni di sorta per festeggiare San Donato patrono della Città.

La prima giostra, corsa dai rioni,  è un pò anomala. Intanto si corre, partendo da via Seteria, con il buratto sistemato nella zona adiacente al pozzo, con il pubblico in piedi dentro piazza Grande. Poi i rioni in lizza sono cinque: COLCITRONE, S. LORENTINO, CENTRO (che comprende, fra l’altro, la zona di piazza Grande, via dell’Orto, via Montetini) S .SPIRITO e SAIONE.

Per capirci meglio: è bene sottolineare (ma chissà perchè è stato tenuto nascosto per tanto tempo!!!) che il CENTRO, o meglio ..… PORTA BURGI, aveva i colori rosso e verde e per emblema la Torre della PIEVE!!!!
E vinse, ironia della sorte, la prima Giostra delle attuali 106, che assieme a Guido Raffaelli ci apprestiamo a commentare.

Naturalmente a noi interessano le vittorie rossoverdi. Che sono, precisiamolo: trentadue per Porta Crucifera. UNA per Porta Burgi. Perchè? Perchè nel 1932, quando la Giostra ebbe la conformazione ancora oggi vigente e i rioni divennero Quartieri, con Porta Burgi (o Centro!) soppressa, i colori e il campanile della Pieve passarono a Colcitrone che prese, per l’occasione, la denominazione di Porta Crucifera.

La lunga premessa ci obbliga ad essere più sintetici nella descrizione delle successive 105. Il “catorcio” venne chiuso (1932)  per poco tempo.

La prima edizione infatti la vinse Porta S.Spirito.
Ma la chiave per aprire la via alla vittoria è già in mano a due grandi nostri fantini: Tripoli Torrini e Donato Gallorini. La coppia non falli l’impresa e portò in sede, era il 18 Settembre, la prima lancia d’oro. Per riveder vincere Porta Crucifera ci vollero un paio d’anni. La formidabile coppia tornò a conquistare la lancia il 9 Giugno del 1935. Altri due anni (1937) stessa coppia è nuovamente in festa.
Capolavoro, poi, nel 1938.
Il 2 Giugno infatti sono in visita alla nostra Città, e quindi presenti in Piazza per la Giostra, i Principi di Piemonte Umberto e Maria Josè di Savoia.
Si poteva lasciare la vittoria agli avversari? Neanche per sogno!!!
Si scende in campo con una nuova accoppiata Arturo Vannozzi - Azeglio Mugnai.
Si conquista una lancia d’oro di prestigio dopo uno spareggio con Porta del Foro. La coppia si ripete nella Giostra straordinaria (e notturna) del 3 Giugno 1939. Una giostra, questa, corsa per la visita ad Arezzo di Achille Starace segretario del P.N.F.

Una vittoria strepitosa, con grandi festeggiamenti mentre, purtroppo, già nel cielo incombevano minacciose le nubi dell’imminente conflitto mondiale.

La Giostra infatti si fermerà l’anno successivo. Il 9 Giugno del 1940 è l’ultima Giostra che si corre.
La vince Porta S.Spirito. Il giorno dopo l’Italia entra in guerra ed il Saracino viene messo sotto catorcio e la chiave nascosta in qualche cassetto del Palazzo Comunale.

Si ritroverà, questa chiave, molto più tardi. La guerra terminerà nel 1945, il catorcio si riaprirà nel 1948. Un letargo, come si può notare, lungo assai.

Nel 1948 il rullo dei tamburi e gli squilli delle chiarine ci risvegliano dal lungo sonno.
La Giostra riprende. Da allora sono passati ben 57 anni.

Testimoni della ripresa della Giostra ce ne sono tanti nel nostro quartiere ma, pochissimi, quelli che indossando i costumi in quel lontano anno si sono prodigati sino ad oggi nella attività giostresca. Ci guardiamo intorno e, se la memoria non ci inganna, possiamo azzardare a fare qualche nome: chi stende queste note, Romeo Toci e Guido Raffaelli. Pochi i superstiti, tanti i ricordi.

È appunto con il sostegno del popolare”Ciuffino”che seguiamo la carrellata delle vittorie dal 1949 ad oggi. La Giostra della ripresa,1948,fù vinta da Porta S.Spirito.Ci rifacciamo l’anno successivo. Sarà il 1949 ricordato come l’anno del primo “Cappotto” rossoverde con la collaudata coppia Vannozzi-Torrini.

L’anno santo (1950) non ci è favorevole. Ma nel 1951 (2 Settembre), con Capitan Farsetti, si inaugura quella che rimarrà nella storia la più strepitosa pagina della Giostra del Saracino: 5 vittorie consecutive! Un record che ancora resiste. Di queste vittorie 4  furono conquistate dalla coppia Vannozzi-Torrini ed una (5 Settembre 1954) dai giostratori Arturo Vannozzi e Bruno Gori. Su questo “filotto” è giusto ricordare il secondo cappotto: 3 Giugno e 2 Settembre 1951.

Una breve sosta dopo una scorpacciata. Il 1955 passa senza gioie. L’anno 1956 è l’anno del rinnovo dei costumi ed è, anche, il ritorno nel quartiere di un grande della piazza. A fare coppia infatti con Arturo Vannozzi è chiamato Donato Gallorini.
La vittoria non ci sfugge: Donatino marca un cinque e la lancia d’oro viene esposta nel rinnovato Palazzo Alberti. Nel 1957 si corre con una coppia inedita: Arturo Vannozzi e Marino Gallorini. VittorioFarsetti, capitano dal 1948, lascia momentaneamente  le redini a Carlo Dissenati. La vittoria è nuovamente nostra.

Un lungo digiuno (otto anni!) e si torna a vincere con giostratori provenienti da Siena (Ferdinando Leone detto “GANASCIA”) e da Foligno (Marcello Formica). L’anno è il 1966,  il giorno 4 Settembre,  capitano Vittorio Farsetti. È questa anche l’ultima sua vittoria come capitano di quartiere. Il testimone passerà nel 1971 nelle mani del popolare “Ciuffino”. Il proseguo del racconto delle vittorie lo percorriamo da questo momento con lui.

“Con Formica e Ganascia - è Raffaelli che racconta - si spalancano le porte ai giostratori provenienti da altre città. Di conseguenza si rafforzano anche gli altri quartieri. Porta S.Spirtito con il folignate Paolo Giusti e Porta S.Andrea con i faentini Vittorio Zama e Franco Ricci. Per noi sono, quelli, momenti brutti. Digiuniamo per 6 lunghissimi anni.
Nel 1971 Farsetti mi consegna il costume di capitano. Una grossa responsabilità. Ma, contemporeamente, una grande gioia quando il 2 Settembre 1973 la coppia Tabanelli-Zama vince la lancia d’oro.”

Altri tre anni di digiuno, lascia Zama e al suo posto arriva Mario Capacci. Nella notturna del 28 Agosto 1976 la lancia d’oro torna in Porta Crucifera con un 5 di Mario e un 4 di Gabriele.L’anno successivo Raffaelli lascia le redini di capitano per tornare in piazza nel 1980.

La sorte in quel periodo, malgrado la formidabile accoppiata, Ricci-Tabanelli, non  ci fù favorevole.”Furono - ricorda Guido - momenti difficili per il quartiere. Non riuscivamo ad aggiudicarci la vittoria pur disputando molti spareggi. Ci rifacemmo, con gli interessi, nel 1980.”

Raffaelli non lo dice, forse per modestia, ma in quell’anno Guido torna ad essere capitano e Franco Ricci con Gabriele Tabanelli (30 Agosto e 7 Settembre), malgrado faccia un gran caldo, portano il “Cappotto” in Porta Crucifera.
“Lascio dopo questo successo la carica di capitano”. E, aggiungiamo noi, inizia un nuovo ciclo negativo: 5 anni (10 giostre!!!) senza vittorie. ”Devo dire - spiega “Ciuffino” - con tutta sincerità che la sfortuna perseguitò il quartiere. Su 10 giostre furono disputati ben 7 spareggi senza conquistare neppure una lancia”.

Raffaelli ritorna in lizza nel 1986 e trova una nuova coppia: Eugenio Vannozzi (figlio del grande Arturo) e Marco Filippetti proveniente da Narni. ”Sono indicato - è sempre Guido che racconta - come capitano dotato di un bel ... "didietro". Deve essere vero perchè anche il 31 Agosto e il 7 Settembre 1986 il quartiere esce nuovamente dalla Piazza con un enorme ”Cappotto”.
Devo sottolineare l’enorme soddisfazione provata nell’edizione di Agosto quando, Marco Filippetti, nello spareggio gigante eliminò uno alla volta gli altri tre quartieri. Che gioia per me e per i sostenitori rossoverdi”.

Si torna a vincere con una certa regolarità.  La collaudata ditta Filippetti-Vannozzi conquista la lancia nel 1988 (28 Agosto) nel 1989 (27 Agosto). Vince anche nel 1991. Ma questa vittoria ce la illustra Raffaelli. ”È il 25 Agosto. Dopo un inizio regolare la Giostra viene sospesa per pioggia. La pista, quando il Maestro di Campo Giorgetti ne ordina la ripresa, è pericolosa. Faccio le mie rimostranze perchè in lizza deve scendere Filippetti. Comunque l’ordine è di tirare. Filippetti parte e nell'impatto con il buratto il cavallo scivola a terra. A quel punto cominciano le proteste.
I furbi vorrebbero annullare il punteggio, io mi arrabbio e chiedo alla Magistratura la sospensione della giostra. La discussione si protrae a lungo ma alla fine la spunto io. Si ricorre l’8 di Settembre e si vince alla grande.” 
Con questa vittoria si inaugura la serie dei numeri unici.

Il 1992 è l’anno del rinnovo dei costumi. E chi poteva aggiudicarsi questa vittoria se non Porta Crocifera? Il mese è Agosto il giorno 30 la coppia la solita: Vannozzi-Filippetti. Gli stessi giostratori conquistano ancora una lancia il 29 Agosto del 1993. Si torna a vincere il 3 Settembre del 1995 con Marco Filippetti al quale si affianca l’ultimo arrivato della famiglia  Vannozzi, quell’Alessandro che ancora  è fra di noi. Raffaelli lascia ancora una volta il costume di capitano. Torna dopo quattro anni per vincere nel 2000 con una coppia di giovani giostratori: Alessandro Vannozzi e Daniele Gori.

Vittoria il 3 Settembre 2000 - ricorda “Ciuffino” - e nuovamente vittoria nella straordinaria (notturna) del 9. Due successi eccezionali. Il primo con uno spareggio interminabile con Porta S.Andrea. I nostri ragazzi riuscirono a piegare, dopo lunga battaglia, la resistenza di Maurizio Seppiacci e Martino Gianni. La notturna, invece, sarà ricordata per la presenza del grande Alberto Sordi. Io, però, voglio ricordarla per la grande emozione provata nell’accompagnare il quartiere in Piazza per la presenza in costume della Vecchia Guardia rossoverde.” 

Qui, vogliamo ricordarlo, termina anche la lunga e gloriosa carriera del nostro Guido.

“Nel 2001 - ci racconta - venni disarcionato da Capitano. Ma non fù un cavallo ma bensi’ una moto a disarcionarmi. Era la vigilia della Giostra e il posto venne preso da mio figlio Rodolfo. La coppia che il 17 Giugno vinse era Vannozzi - Gori.

Il 22 Settembre del 2002 sono ancora convalescente e lascio a Maurizio Fazzuoli il compito di sostituirmi. Da dietro le Logge Vasari lo seguo. Assisto a quella che è stata la più clamorosa vittoria: un doppio centro che manda a casa sconfitti gli avversari e vede gioiosi e festanti i nostri quartieristi nella Cattedrale ad inneggiare alla lancia conquistata da Alessandro e Daniele”.

E qui ci fermiamo perchè abbiamo passato in rassegna la storia della Giostra dal 1931 al 2001.

Una storia lunga settanta  anni. Storia di ieri. L’ultima vittoria, 4 Settembre 2005, è storia di oggi. È giusto che la raccontino quelli che ne sono stati protagonisti. Che ci raccontino le loro sofferenze e l’esplosione della loro gioia.La vittoria è tornata ad arriderci.Tenetela sotto chiave.

Blindate il” CATORCIO”. Abbiamo tanto bisogno di vincere ancora. Ed il quartiere ha bisogno che in futuro voi raccontiate ai vostri nipoti altri settanta anni di storia rossoverde.

ANTONIO MORELLI in collaborazione con GUIDO RAFFAELLI (2005)

 

 




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