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Damigelle SI, damigelle NO

25 Aprile 2006

Nel 1961 i maggiorenti della Giostra chiamarono da Roma un noto Regista televisivo, Fulvio Tului, affinchè riscrivesse la coreografia ed i tempi della manifestazione. Tra Ie novità apportate, non molte per la verità, ed alcune sicuramente buone , ci fu l'inserimento nel corteo storico di otto damigelle. Ad onor del vero, la presenza femminile nel mondo delle Giostra non era una vera e propria novità dal momento che proprio il Quartiere di Porta Crucifera, in occasione del Te Deum per la conquista della Lancia d'Oro del 1951 che si celebrò in Pieve, abbellì la cerimonia con la presenza di una Madrina in costume medioevale.

L'inserimento femminile nel corteo fu accolto con curiosità gradimento anche perchè Ie otto dame erano davvero belle! Non c'e dubbio che la presenza di Dame (e Paggi) aveva solo finalità spettacolari e, al di là della loro bellezza, la cosa cominciò da subito a suscitare polemiche.

Cosa ci fanno delle damigelle in un corteo di armati che vanno a combattere? Ma sentiamo cosa scrisse, a proposito di questa novità, il cronista del Giomale del Mattino, il 3 Settembre 1961:
"Otto belle ragazze toscane, otto ragazzone piene di vita e paffute, e alte pili di un maestro d'armi, e con con quei netti lineamenti resi dolci dal tenue colorito del volto, e con quei profili che sembran copiati ora da un reperto etrusco, ora dall'affresco di un paganeggiante pittore della Rinascita, so da se stesse uno spettacolo specie quando onorevolmente portano, e con disinvoltura, quei bei vestiti del evo medio, quei vestiti che sembran semplici e sono, invece, elaborati, completati da una goccia di smeraldo o da un leggero filo di perle dai caldi riflessi scuri.
Toh!, dice uno, oh che ci fanno quelle otto figliole in mezzo a quella turba di gente, nel bel mezzo della Giostra?
Toh! risponde un altro, oh che ci faceva, allora, la Eleonora, figlia di Berenghiero aretino, in mezzo a tanti cavalieri, alla investitura di Ildebrando a cavaliere aurato?
Ci faceva, la Eleonora, la sua figura e la sua parte, perchè rappresentava le donne, le ragazze e le donne di Arezzo che consegnavano ad Ildebrandino quella spada che era destinata a rotear per il Comune, per la Città e per San Donato....." Perciò, tomando a noi, quelle otto figliole, sul Campo, in Piazza Grande, quando si corre contro il saracino, sono proprio in casa loro.
...Ma e proprio una leggenda quella di Ippolita che, pur amando un Bostoli guelfo, va forzatamente sposa ad un maggiorente ghibellino e che, rimasta vedova di un eroe nel giomo infausto di Campaldino, assume il comando della difesa dei bastioni urbani. Ma e proprio leggenda? Ecco il senso esatto della presenza delle otto ragazze in piena Giostra: non tanto memoria storica, quanto diritto a vivere la Giostra, che e il pili fedele specchio dell a memoria storica di Arezzo. Come si vede tanto entusiasmo, tanto appoggio all'idea, anche se non ci sembra secondario il bell'aspeto delle signorine!.
Dicevamo delle polemiche. A sollevarle erano i puristi, gli amanti del rispetto storico e della tradizione. E non ci sembra che il loro ragionamento fosse oltre le righe. La Giostra è ambientata nel XIV Secolo e, all'epoca, le donne che seguivano gli armati, molto probabilmente erano tutt'altro che gentildonne. Tutto vero.
Anche se nel corteo sfilano personaggi che con le armi ci incastarno poco: i Rettori, il cancelliere, addirittura i famigli, cioe gli assistenti del nemico e cioe del Buratto! !!
Ma tant'e...

ALDO BRUNETTI




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