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Le giostre del cuore - 3 settembre 1995

22 Settembre 2011

Arriviamo a questa giostra dopo quattro giostre perse con tre vittorie in fila di Sant'Andrea (che nel '94 ha fatto cappotto) e una di Porta del Foro a giugno. Nelle fila rossoverdi è cambiato qualcosa. Eugenio Vannozzi ha lasciato il posto al figlio Alessandro, che ha già corso due giostre ma con poca fortuna. Al suo fianco l'esperto Filippetti. Tutte confermate le coppie che hanno corso a giugno: Martino con Sepiacci a Sant'Andrea, i fratelli Veneri (freschi di prima vittoria) a San Lorentino e a Santo Spirito la coppia composta da Franco Valeri e Gianni Vignoli.


Un episodio drammatico segna però il pre-giostra di Colcitrone. Due giorni prima della giostra Marco Filippetti perde la fedele Chery, colpita da un calcio fortuito nelle stalle. Nonostante la perdita della cavalla a cui era legatissimo Marco prova un cavallo nuovo il giorno prima della giostra e si presenta in piazza in sella ad Arful.

Apre la piazza Santo Spirito, il cui digiuno ha raggiunto il record di 11 anni. In sella c'è Valeri, che però colpisce il tre ma perde la lancia. Disperazione in casa gialloblu: il digiuno continua. Gabriele Veneri colpisce il tre per Porta del Foro e Maurizio Sepiacci per i colori biancoverdi finisce sul due. Sembra di nuovo una giostra in discesa, come nel '92 e nel '93. Tocca ad Alessando Vannozzi. Il suo tiro però finisce in pieno sul rigo che delimita il quattro verticale dal due. I replay non chiariscono, il tiro sembra avere colpito in pieno il rigo. Si misura, si attende, cresce la tensione. Poi il verdetto dell'Araldo: è due. Gli altri esultano, la giostra è ancora aperta. Santo Spirito prova a rientrare in gioco, ma Vignoli colpisce il tre. Luca Veneri si conferma infallibile: quattro netto e San Lorentino si porta a sette, ipotecando la giostra. Serve un cinque per rientrare in gioco. E in quegli anni i centri erano davvero cosa rara. Ci prova Martino ma non va oltre il quattro: Sant'Andrea è fuori. San Lorentino invece fa già festa, pregusta il cappotto ed è già pronto a correre al palco a prendersi la lancia. Ma in mezzo a tutta questa euforia al pozzo c'è un certo signor Filippetti, in sella a un cavallo provato il giorno prima. Serve un miracolo. E miracolo è. La splendida carriera di Marco (di San Marco, come inneggeremo per tutta la notte) finisce sul “pomodoro”. E' cinque. Si va agli spareggi.

Luca Veneri sale in sella per in giallocremisi e stavolta però pecca di presunzione. Vuole chiudere, vuole dimostrare di non essere da meno e tira subito al cinque. Ma, purtroppo per lui e per i suoi quartieristi, va basso: è due. Un colpo che serve a Filippetti il match-ball sul piatto d'argento. San Marco piazza il tre sul numero ed è lancia d'oro.

La prima di Alessandro, terzo cavaliere della dinastia Vannozzi a vincere con i nostri colori. E l'ultima di Marco Filippetti (ottava in totale), destinato a rimanere per sempre nei cuori e nei ricordi dei cruciferini.




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