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Le giostre del cuore - 3 settembre 2000

22 Settembre 2011

Tanto, troppo tempo è passato dall'ultima vittoria. E troppe cose sono successe. In 5 anni abbiamo visto Santo Spirito tornare a vincere dopo 12 anni. Abbiamo subito un vergognoso assedio da parte dei festanti gialloblu. Ci siamo visti scippare una sacrosanta vittoria con la giostra sospesa del '97 e la vergognosa ripetizione che ci ha messo contro tutta la città. Abbiamo visto Porta del Foro rompere due lance in due anni, sopportato le tre lance rotte del '99 toccate a tutti tranne che a noi, assistito allo storico “dieci” di Farsetti a Santo Spirito. Abbiamo visto Sant'Andrea continuare a vincere avvicinandosi pericolosamente nel conto delle vittorie. E abbiamo cambiato coppia. Prima con Lucio Antici al fianco di Alessandro Vannozzi, poi con Daniele Gori. Sono passati cinque anni e sembra una maledizione. Nel 2000, anno del Giubileo, le giostre sono tre e ad inizio anno Martino Gianni ha tuonato: “Mettiamo la freccia, è l'anno del sorpasso”. Ma a giugno a vincere è San Lorentino e noi usciamo con un doppio due.

La giostra del 3 settembre ci vede tesi, nervosi, scoraggiati. Ma non rassegnati. Ogni anno è una delusione ma prima o poi deve finire. E anche stavolta tiriamo per ultimi. A Sant'Andrea c'è la solita coppia Martino-Sepiacci, a San Lorentino i fratelli Veneri e a Santo Spirito Carlo Farsetti e Gabriele Gamberi. E noi abbiamo una coppia giovane con un altissimo potenziale che però non riesce a vincere: Vannozzi-Gori.

L'equilibrio in piazza è molto alto e i primi tiri lo confermano. Gabriele Veneri apre sul quattro. Sepiacci teme di andare basso e stavolta va alto: tre. Gamberi non sbaglia e mette il quattro e Alessandro pareggia i conti facendo anche lui quattro. Le seconde carriere si aprono con il tre di Luca Veneri che compromette la giostra di San Lorentino. Martino invece si conferma subito in gran forma: cinque e Sant'Andrea torna in gioco. Farsetti fa quattro e Gori lo stesso. Fuori i giallocremisi, si va allo spareggio a tre.

Il primo spareggio vede in sella Martino, Farsetti e Vannozzi: tutti quattro. Al secondo tocca a Sepiacci, Gamberi e Gori: ancora tutti quattro. Qualcuno deve rischiare. A rompere gli indugi è Martino che tirando per primo non può permettersi di aspettare. Tira dentro e non sbaglia: cinque. Sant'Andrea esulta, sembra fatta. Farsetti tira dentro ma non ce la fa: è tre e Santo Spirito è fuori. Tocca ad Alessandro su cui sono riposte tutte le speranze rossoverdi. L'impatto sul tabellone è un urlo che scuote la piazza: è cinque ! Colcitrone è ancora in corsa e si va avanti.

Al quarto spareggio Sepiacci fa quattro e Gori gli risponde. Ma subito dopo è ancora Martino a scuotere la giostra: di nuovo cinque. Nei volti dei rossoverdi si dipinge la paura. Alessandro è un fenomeno, ma rispondere due volte a un cinque non l'ha mai fatto nessuno. Sarebbe un'impresa storica, ma la speranza riscalda i cuori rossoverdi. La carriera di Alessandro tiene tutti col fiato sospeso, sembra non finire mai, poi l'impatto e l'urlo che fa esplodere la piazza: è di nuovo cinque ! Lacrime, abbracci, cominciamo a credere che questa giostra deve essere nostra. Ma l'altalena di emozioni è terribile. E' il sesto spareggio e Sepiacci sbaglia: tre. Sembra fatta ma la lancia di Daniele pesa tanto e la paura di andare bassi è troppa: tre anche lui. E si va avanti. “L'abbiamo buttata via” dice qualcuno. “Non ci tocca più”.

Settimo spareggio: quattro per Martino, quattro per Alessandro, Ottavo spareggi: quattro per Sepiacci, quattro per Daniele. E' una giostra infinita, estenuante. In piazza siamo tutti esausti. E' buio ormai e si tira il nono spareggio. Anche i giostratori sono stanchi e Martino conferma di non essere un automa: tre. Ecco l'occasione giusta. Alessandro ha la possibilità di chiudere. Ma fa tre anche lui. Disperazione e scoramento. Ci guardiamo scuotendo la testa: “non la vinciamo più”. Al decimo spareggio Sepiacci fa quattro, ma Daniele pareggia ancora i conti.

Siamo all'undicesimo spareggio. Non è masi successa nella storia una cosa del genere. Martino vuole chiudere e tira di nuovo in mezzo, ma stavolta va largo: impatto alla sinistra del cinque. Sant'Andrea urla per il centro, noi per il due. Poi tutti si fermano. E' da misurare. Martino, dietro le logge si lancia in dichiarazioni in diretta tv: “E' cinque. Sono sicuro. Ho preso nella “V”. Ma dalla regia lo correggono: “guarda che dal replay sembra due”. Si attende. Si prega. Si spera. L'annuncio dell'Araldo ci fa esplodere: due ! Ci si abbraccia, si salta, si urla, già si piange. Stavolta l'occasione è troppo grande e Sandro non può sbagliare. E non sbaglia: tre sul numero e dopo cinque anni torniamo a vincere. In una giostra incredibile, che rimarrà per sempre nella storia: undici spareggi, cinque centri colpiti. E una vittoria incredibile contro Sant'Andrea che interrompe un digiuno a cui non eravamo abituati.




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