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Tripolino eroe di due mondi

27 Settembre 2014

Lo conoscono tutti a Pozzuolo Umbro, frazione di Castiglion del Lago. La sua casa, più che un'accogliente abitazione, è un cimelio, un museo dell'ippica popolare, quella che ha antiche tradizioni, che si svolge in provincia.
Il cavallo domina nei ricordi.
E quando dall'ingresso sali per le scale respiri subito l'aria di quelle "cose" che ami di più, perché sono le più genuine, le più tradizionali, le più secolari. Sali i primi gradini e al muro ci vedi il cartellone con la lancia della Giostra del Saracino; arrivi al pianerottolo e c'è alla parete una foto con lui a cavallo con il giubbetto della Contrada del Drago. Insomma, subito, i colori rosso e verde dominano. E in salotto, o meglio, nel "museo", la pagina ingiallita di un giornale messa in bella mostra ti annuncia che sei entrato nella stanza dei ricordi di "Tripoli Torrini: il fantino gentiluomo che correva per farsi valere".

<< Ho vinto tanto ad Arezzo [suo è il record, tuttora imbattuto, di 15 vittorie personali]: 9 volte in Porta Crucifera, 4 a Santo Spirito e 2 a Sant'Andrea. Arrivai ad Arezzo su invito di Donato Gallorini, che avevo per avversario nelle corse in provincia, nel 1932, e ho subito vinto con i colori di Colcitrone, al quale mi legano ricordi e amicizie indimenticabili. Un anno fortunato quello: perché vinsi anche il mio primo Palio di Siena con la nobil Contrada del Nicchio.
Giostra e Palio sono state le cose più importanti della mia vita! La Giostra è paragonabile a, e anzi lo è: una guerra.
La considero, nel suo genere, la più bella manifestazione italiana; Colcitrone è la mia seconda patria.
Ma anche il Palio... mi ha lasciato ricordi eccezionali.
Ne ho vinti 6: nel Nicchio il 16 agosto 1932, cavallo Ruello; nella Lupa, 2 luglio 1935 e 2 luglio 1937, cavalli Ruello e Folco; nel Drago, 16 agosto 1936 e 2 luglio 1938 con Aquilino e Folco; il 16 agosto 1938 con Sansano nella Chiocciola. Ma non ho mai corso nelle più forti, l'Oca e la Torre. Forse non mi hanno mai nemmeno voluto, perché non ero avvezzo ai compromessi.
Adesso, però, tornando ad Arezzo, dovete salutarmi il "vecchio" Donatino. E a tutto il Quartiere l'abbraccio più caloroso da un Tripolino commosso, e orgoglioso di aver vestito e vinto tante volte con i stupendi colori di Porta Crucifera, che porterò sempre nel cuore! >>
Si ferma. L'emozione prevale, sul campione di tante Giostre e di tanti Palii, e diventa un ostacolo al fiume di parole che non si vorrebbe mai fermare.
<< Non mi sono mai venduto!, e al Palio è difficile fare questo... Non sono mai caduto alla curva di San Martino... E considerando il rapporto tra i Palii corsi e quelli vinti, io sono tra i più grandi fantini della storia... E la Giostra è una grande manifestazione: non sciupatela. >>

E via ancora, mentre si saliva in macchina per il ritorno. Un commento? Impossibile!

"Tripoli Torrini: il fantino gentiluomo che correva per farsi valere". La più grande verità, e il più bel commento, sono racchiusi in questo titolo di un vecchio giornale senese.

 

Intervista di Tonino Morelli a Tripoli Torrini pubblicata sul Numero Unico edito in occasione delle vittorie del 2000




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