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la "Nostra" terza pagina

27 Luglio 2016

La Terza pagina è stata, storicamente, lo spazio che i quotidiani italiani hanno dedicato alla cultura.

Ha costituito l’indice del prestigio di un quotidiano e ha rappresentato uno spazio proficuo e importante per la crescita culturale dell’Italia, oltre ad essere una peculiarità dei giornali della penisola. […] Nella stampa dell’Ottocento, e del primo Novecento, tutti i quotidiani avevano quattro pagine. La prima ospitava l’articolo di fondo e la cronaca dei fatti più rilevanti della giornata.

La seconda era dedicata alla cronaca politica (italiana e straniera). La terza pagina ospitava il romanzo d’appendice e le notizie telegrafiche. La quarta pagina era dedicata alle notizie secondarie ed alla pubblicità.
Spesso la domenica le pagine diventavano sei. La Terza pagina comparve per la prima volta su un quotidiano di Roma, Il Giornale d’Italia, diretto da Alberto Bergamini.
All’inizio di dicembre 1901 si svolse nella capitale un grande evento mondano. La compagnia di Eleonora Duse metteva in scena la tragedia Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio. In occasione della prima nazionale, il 9 dicembre, Il Giornale d’Italia decise di attribuire il massimo rilievo alla notizia incaricando ben quattro giornalisti di occuparsene. Tutta la pagina tre dell’edizione del 10 dicembre fu dedicata all’evento. […] La “storica” Terza pagina del 10 dicembre 1901 fu una pagina a tema unico. Prima d’allora, lo spazio dedicato alla cultura sui quotidiani italiani era un articolo in prima pagina detto “articolo di risvolto”, poiché cominciava nell’ultima colonna (in genere la sesta) e continuava nella prima colonna della seconda pagina. 

Bergamini arruolò studiosi e letterati di chiara fama come Benedetto Croce, che era solito scrivere l’articolo di apertura, generalmente un lungo articolo su due colonne. Per la sua leggibilità anche in corpo piccolo, Bergamini impiegò un carattere tipografico esclusivo, l’elzeviro (dal nome della famiglia di stampatori che lo aveva inventato).
L’elzeviro divenne il carattere utilizzato nella Terza pagina di tutti i quotidiani, specialmente per le grandi recensioni teatrali d’autore. Lo schema di Terza pagina così come lo conosciamo oggi fu sviluppato dal Giornale, ma soprattutto dal Corriere della Sera di Luigi Albertini a partire dal 1905. Il Corriere creò lo schema che poi venne adottato da tutti gli altri quotidiani: apertura con l’elzeviro, una spalla di varietà, il taglio con corrispondenza dall’estero e in più rubriche e corsivi. Albertini impose l’esclusiva della firma ai suoi collaboratori, tra cui spiccano i nomi di Giosuè Carducci, Ada Negri, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Luigi Capuana, Renato Simoni, Giuseppe Antonio Borgese, Francesco Pastonchi e Massimo Bontempelli. Il Corriere albertiniano scelse per la propria Terza pagina solo firme italiane. Al successo della Terza del Corriere contribuirono inmaniera decisiva anche i reportage di Luigi Barzini sul raid Pechino-Parigi, Ettore Janni, critico letterario, e Ugo Ojetti, eccellente elzevirista. La Terza pagina del Corriere non fu una creazione del solo Luigi, ma di entrambi i fratelli Albertini: se il direttore si occupò di mettere sotto contratto i migliori autori, appartennero ad Alberto le scelte della composizione della pagina (il racconto doveva misurare una colonna e tre quarti) e dell’espressione tipografica. Per molti anni la Terza pagina fu una componente irrinunciabile per ogni quotidiano d’opinione: il “salotto buono”, dove ciascun giornale esibiva i “pezzi pregiati” (le firme più illustri). da: Wikipedia.

Sperando di non disonorare sì tanta storia, noi ci ospiteremo la rubrica “Invito alla lettura” – finché durerà – e contributi che accrescano le conoscenze dei lettori su tutto quanto è cultura, dalla dotta dissertazione, al testo di una canzone rionale, alla ricetta di un dolce. Pertanto, anche questa pagina – come quella “dei lettori” – è aperta a chi desideri pubblicarvi qualche spigolatura; oppure voglia iniziarvi una serie organica di appuntamenti inerenti a un certo tema. Soci, quartieristi e cittadini non hanno che da farsi avanti.




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