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Faustina degli Azzi - Poetessa aretina

27 Luglio 2016

Faustina nacque ad Arezzo (probabilmente nel palazzo di via Mazzini) il 1° marzo 1650 dal nobile Bernardino degli Azzi e da Virginia dei nobili di Monte Sperello, famiglia di Perugia. Coltivò la poesia fin da fanciulla e divenne così famosa che il 28 settembre 1691 fu accolta nell’Arcadia con il nome di Selvaggia Eurinòmia (una selvaggia dal buon naso) (per i suoi “versi leggiadrissimi e di totale soddisfazione”).

(L’Accademia dell’Arcadia fu un’accademia letteraria fondata a Roma nel 1690 da poeti appartenenti al circolo formatosi attorno alla regina Cristina di Svezia. L’Accademia è considerata non solamente come una semplice scuola di pensiero, ma come un vero e proprio movimento letterario che si sviluppa e si divulga in tutta Italia in risposta a quello che era il cattivo gusto del Barocco.)
Subito gli accademici Forzati di Arezzo, non volendo essere da meno, la accolsero nel loro consesso denominandola Confusa, nome che non le si addice affatto. La poetessa appartenne a tutte le Accademie d’Italia. 

Faustina, che era maritata con un Forti, morì a 74 anni il 4 maggio 1724.
Il carattere dominante della sua poesia sta nei componimenti ascetici, il sonetto Piangi, o Sion è uno dei più famosi:

Piangi, o Sion
Piangi, Sion, le tue perdute glorie;
ne’ tuoi perduti figli ognor dinoti,
fatta materia a lagrimose storie,
il fallo enorme e gli esecrandi moti.
Misera, dove son le gran memorie?
E le grandezze immense e le gran doti,
regi, palme, trionfi, alte vittorie,
profeti, duci, e tempio e sacerdoti?
Ingrata invece! A chi di latte e miele
la mèsse diede al popol tuo promessa,
rendesti, sconoscente, amaro fiele.
Giusta del tuo fallir, dunque confessa
l’ira del ciel; sì, sì, piangi, crudele,
con l’eccidio d’un Dio quel di te stessa.
[Anche dagli animi gentili, gli ebrei non erano proprio ben visti…]

Nel dialogo tra Eraclito e Democrito, invece, il tono pungente è causato da esperienze senza illusioni:


Chi dunque pregio avrà?           Sol quel che finge.
Come son le lor vie?                 Son fatte a scale.
E la virtù?                                Vestita l’han da sfinge.
A che s’attende?                       A ogni più cupo inganno.
La verità?                                Ciascuno la dipinge.

Solo in una poesia parla di se stessa:

All’ombra assisa d’innocenti fronde,
nelle selve d’Arrezia al Castro in riva,
ghirlande tesserò d’amor feconde.

Faustina serto poeticoNulli praeclusa virtus, a nessuno è preclusa la saggezza; nemmeno a lei, amazzone: donna libera, e donna di casa. Per lei, « “Desio dello studio” unito al trattar l’ago, misera condizion del mio sesso. », in un tempo caratterizzato dal fanatismo gesuitico. Ma ella “e fragil sesso e cor viril confuse (Gherardi).
Nella sua poesia si coglie spesso un sapore di modernità che sorprende, tra le stucchevolezze della maggior parte dei poeti contemporanei. Lamenta la mancanza assoluta di cuori fedeli e di anime giuste, condanna l’uso della frode, accusa quei governanti che tradiscono la pace vestendola di livore. E quando dice che gli affanni la opprimono e che appenderà la sua lira ad un salice, non può non venirci in mente il Quasimodo di “alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese...”.
Ebbe corrispondenze con Venezia e Firenze; il Redi a lei: “gentile poetessa della nostra comune patria di Arezzo”. E lei al Redi: “nuovo Esculapio”. E ad Antonio Magliabechi che si era complimentato: [cerco di] “non rendere scioperata la mente”. 

Nel 1697, ad Arezzo, coi tipi di Lazzaro Loreti, pubblicherà il suo “Serto Poetico” dedicato all’altezza serenissima Violante Beatrice di Baviera, gran principessa di Toscana. La tipografia Loreti si trovava sotto le Logge, in locali della Fraternita.
A Faustina degli Azzi fu dedicata la Lancia d’oro della Giostra del Saracino del 17 giugno 2001, vinta dal nostro Quartiere.

 

Faustina Azzi lanciaA cura di Angiolo Cirinei da comunicazioni di Nella Nardini Corazza, in Atti e Memorie dell’Accademia Petrarca anno LVI n.s. 1994 pag. 159 segg. e Giovanni BianchiniRitratti di donne aretine, ciclo di conferenze a cura di Luca Berti, Società Storica Aretina e Comune di Arezzo, 23 ottobre 2012.


  •   Violante Beatrice di Baviera, Gran Principessa di Toscana


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