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Ciao Ciuffino! Il più grande Capitano ci ha lasciato

12 Dicembre 2016

Ci ha lasciato oggi una delle figure più importanti che la Giostra del Saracino abbia mai conosciuto.
Non bastano i numeri (14 lance d'oro vinte) che lo consacrano come il Capitano più vittorioso della storia, Guido Raffaelli detto Ciuffino è stato un esempio e un mito per tutto il popolo giostresco, “avversari” è non.
Perché chiunque ha avuto l'onore di indossare quel pesante ruolo in un qualsiasi Rione lo ha fatto ispirandosi a Lui, sperando di raggiungere i suoi risultati, cercando di imitare le sue gesta.
Un uomo dal fascino inaudito e dalla personalità fuori dal comune, capace di portare con la sua sola presenza il Quartiere di Porta Crucifera alla vittoria. Era questo il Ciuffo.
Tanti sono gli aneddoti da raccontare che non dovranno andare persi, sarà l'impegno e il dovere di tutti tramandare alle nuove generazioni chi era Guido Raffaelli, solo in questo modo il Ciuffo rimarrà sempre tra di noi.
Ciao Grande Capitano, è arrivato il momento di comandare anche lassù.

Il funerale si svolgerà domani alle ore 15 nella Pieve di Santa Maria.


Guido “Ciuffino” Raffaelli, capitano storico del nostro Quartiere, il più vittorioso della storia della Giostra con ben 14 Lance d’oro: la prima conquistata il 2 settembre 1973, l’ultima il 9 settembre del 2000.
Passato alla storia come il “Capitano dei capitani” e l'”Invincibile”, ha ricoperto la carica di capitano rossoverde in quattro distinte fasi tra gli anni ’70, ’80, ’90 fino al settembre 2000.

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Guido Raffaelli, nato il 18 maggio 1932 ad Arezzo, cresciuto a “pane e Colcitrone” ha iniziato da bambino la sua gavetta nel nostro Quartiere indossando tutti i costumi, stupenda la foto che lo ritrae palafreniere dell’altrettanto indimenticabile Arturo Vannozzi affissa al Circolo rossoverde. Fino al giorno in cui un altro Grande, Vittorio Farsetti gli ereditó quel vestito, quella responsabilità, riconoscendo in Guido la persona giusta per questo ruolo.

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Mai scelta fu così azzeccata. Era il 1971 e il nostro Quartiere non godeva di ottimi risultati, l'ultimo nel 1966 con Leoni-Zama.
Nel 1973 Guido, allora nemmeno 40enne, al terzo tentativo (allora si correva una sola giostra all'anno), portò i suoi giostratori (Tabanelli e Zama) ad un magnifico successo: dopo le due tornate di carriere i rossoverdi si ritrovavano ancora vivi, agli spareggi con il Quartiere rivale per eccellenza, Santo Spirito. Paolo Giusti per i gialloblu colpì un bellissimo 4 ed il Ciuffo decise di metterci del suo scegliendo si l'esperto Tabanelli, ma facendolo correre con il cavallo Isidora del compagno Zama, giudicato più affidabile.
Tabanelli colpì un bellissimo ed inaspettato 4 lasciando un po’ scosso Giusti, che al secondo spareggio si fermò sull'uno. Fu così che la 16° lancia d'oro prese la via di Palazzo Alberti.

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Da li in avanti parlano i numeri per il grande Ciuffino e per il suo apporto al Nostro Quartiere, dal 1973 al 9 Settembre 2000 (ultima sua vittoria da Capitano), Porta Crucifera non ha più saputo vincere senza il suo condottiero in Piazza Grande. Le 14 lance d'oro vinte rappresentano solo la cornice di una vita dedicata alle sue passioni: Colcitrone e la Giostra del Saracino.

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Oggi il Rettore e il Capitano lo vogliono ricordare così.

"L'intero quartiere è in lutto per la scomparsa di Ciuffino, un grande capitano con ben quattordici vittorie alle spalle. Da noi tutti penso venga considerato il Capitano dei capitani, non resta ancora che ringraziarlo per i tanti consigli che ha sempre saputo darci in questi anni di mandato. Appena ci siamo insediati è stata la prima persona con cui ci siamo confrontati e da li in poi c'è sempre stato. Un uomo che amava la Giostra, ma soprattutto Porta Crucifera. Con infinito dispiacere siamo vicini a tutta la famiglia Raffaelli" queste le parole del nostro rettore Simone Catalani.

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"Per me ciuffino è stato il Capitano con la C maiuscola" - spiega Niccolò Cherici Mascagni, Capitano in carica - "sono cresciuto nel quartiere vedendo la sua figura come quella di un mito e provavo nei sui confronti un affetto incredibile, anche se all'epoca ero solo un bambino e lui neanche mi conosceva. Quando sono stato nominato capitano, la prima persona con cui ho voluto parlare è stato proprio Ciuffo e, tramite suo figlio Rodolfo, sono riuscito a contattarlo e a parlarci. Già solo scambiare due chiacchiere con lui per me è stato un privilegio, il fatto poi che mi desse dei consigli su come svolgere questo ruolo per me era proprio un sogno. Veniva spesso a trovarci al campo prova e averlo lì vicino, anche in piazza alle prove, mi dava sicurezza. Il mio più grosso rammarico è che avrei voluto portarlo dietro le logge con me nell'edizione straordinaria della giostra di agosto, ma ahimè non ci sono riuscito. Dentro di me la sua perdita ha lasciato un vuoto incredibile. Penso che d'ora in avanti, prima di ogni scelta o di ogni decisione, darò uno sguardo in alto cercando un suo cenno di approvazione. Grazie di tutto Ciuffo".

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