Inno al Vessillo

Inno al Vessillo

Quartiere di Porta Crucifera

Come possiamo cantare, giostrescamente parlando, all’aretina? Un dubbio che mi sono sempre posto, che mi ha sempre fatto pensare e ripensare, trovare un modo per avere la nostra originalità nell’intonare canti (e non cori) che glorifichino l’unione del nostro bel popolo e la sua ascesa ad ogni Giostra in Piazza.
Mi sono sempre chiesto se potevamo riuscirci tramite un aggancio col passato, magari con canti popolari aretini ormai in fase di totale dimenticanza, magari creando uno standard più moderno su di essi; se riprendere l’eccelsa musicalità che scandisce i passaggi della manifestazione e trarne strofe nostrane.
Tutto questo per non lasciare un presente ormai fatto di decenni ed un secolo preciso di canti derivativi di senese memoria (vedi la Verbena, canto popolare senese e storico ritmo del cantar nelle contrade), o altri mille esempi come prendere canzoni famose e cambiarne le frasi più celebri per emozionarci assieme nei vari attimi che ci riuniscono, ma, anche e soprattutto, per riuscire a caratterizzarci in un aspetto che forse non ha sempre rappresentato un punto d’interesse ai più.
Se è vero che le cose arrivano sempre nel momento in cui devono arrivare credo che possiamo salire tutti a bordo, perché il nostro salvatore lo abbiamo trovato. E’ l’estate del 2021 ed il Direttore del Coro “Città di Arezzo” contatta il Gruppo Musici per collaborare ad un progetto, il referente del gruppo è Marco Maestri, maestro di musica e preparatore musicale del gruppo, alla fine della chiacchierata Mafucci presenta a Maestri quattro partiture, con tanto di testi, uno per Quartiere, intitolati “Inni”. Sulla storia che li riguarda non c’è chiarezza alcuna, se non che sono stati scritti da Gina Fortunati, poetessa e scrittrice cittadina, in Via San Clemente 3.
Un successivo passaggio è stato effettuato da Fosco Corti che ha ripreso e sistemato le partiture, per poi essere tutto stato chiuso dentro un cassetto per anni. Date certe della loro realizzazione non ne abbiamo, ma sicuramente siamo tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70. A certificazione di questo una registrazione quanto più amatoriale di quel periodo ascoltata per qualche attimo da Marco stesso. La cosa veramente strana è che nessuno ricorda o era a conoscenza di questi Inni, provate a chiederlo a chi in quegli anni era in prima linea nel mondo Giostra, nessuno li conosce.
Il Gruppo Musici prende spunto così dall’ultimo passaggio di questa narrazione, poiché viene a trovare delle trascrizioni di queste partiture trascritte per essere suonate dalla Banda Guido Monaco d’Arezzo, curate dal Direttore Italo Marconi. Qui al gruppo si accende la scintilla, registrare e provare a fare i quattro Inni dei Quartieri. Viene presentata la proposta anche ai Quartieri stessi, ma senza avere riscontro o prosecuzione di interesse da parte di nessuno, fino a questo momento.
La scoperta, avvenuta durante l’attività della Commissione Cultura, sta dando il via ad uno sviluppo di un piano che ci possa portare ad imparare il canto, riuscendo a saldarlo sempre più nelle nostre corde vocali e nei nostri cuori come simbolo d’appartenenza ed orgoglio. La musica è possibile sentirla contattando il sottoscritto, ho un audio Whatsapp gentilmente offertomi da Marco.
Il sogno di entrare in Duomo e sentire Terra d’Arezzo e di seguito il nostro Inno suonato dai Musici e cantato dal popolo di Colcitrone è un’immagine che non mi tolgo dalla testa.
Arriviamo a giugno ed iniziamo a spargerlo tra di noi, ad intonarlo sempre più, partendo dal basso, dalla pancia del vociare dello slargo. Cantiamolo, perché anche sotto questo aspetto potremmo essere i primi a dare il via ad una rivoluzione del cantare nei Quartieri, anticipiamo la storia, come quasi sempre abbiamo fatto.

Concludo ringraziando il Gruppo Musici, in maniera particolare Marco, per la disponibilità concessa da ora in avanti sulla questione ed i ragazzi del Quartiere che stanno iniziando a muovere i primi passi per cercare di impararlo e farlo imparare.

Riccardo Pastorini

Quartiere di Porta Crucifera P.I. 92057120518
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FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto

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