PRIMO COLPO DI MORTAIO
ore 7:00
IL PRIMO COLPO DI MORTAIO
Annuncia alla città che si correrà la Giostra!
AL SECONDO COLPO DI MORTAIO
L’uscita dell’Araldo e l’inizio della lettura del Bando della Giostra alla popolazione che, con i rappresentanti dei quattro Quartieri, annuncia alla popolazione che si correrà la Giostra.
Al suono del campano della torre civica, il corteo muove dal palazzo dei priori sostando nei seguenti punti: Basilica della Pieve, Piazza S. Michele, incrocio Corso Italia, Via Roma, Piazza S. Francesco.
Li Onorevoli Messeri,
Reggitori della Nobilissima Città di Arezzoinvitano tutti della Città
e del felicissimo Contado
nobili e popolo
gente di lettere e di toga
mercadanti et artieri di ogni arteal torneamento della Giostra del Saracino
che sarà corsa al vespro in Piazza Grande
a li ordini del Magnifico Maestro di Campo
dai cavalieri dei Quartieri
contra un simulacro che finga
tra li soldani di Babiloma, d'Egitto o di Persia
la figura di Buratto, Re delle Indiea conflisione e ludibrio grandi
di tutti gli infedeli nimici di Cristianità
ed a maggior gloria et onore
del Divo Donato
Patrono Nostro e del Contado
Impetratore di grazie et benediziomCorreranno li Cavalieri de li Quartieri:
Porta Crucifera
Porta Santo Spirito
Porta del Foro
Porta Sant'Andrea
Dopo la Benedizione il corteo inizia la sfilata per raggiungere Piazza Grande, percorrendo Via Ricasoli, Via dei Pileati, Corso Italia, Via Roma, Piazza G. Monaco, Via G. Monaco, Piazza S. Francesco, Via Cavour, Via Mazzini, Via Borgunto.
Il momento topico della sfilata è, per il nostro Quartiere, il passaggio davanti alla chiesa di San Michele dove si ritrovano tutti i sostenitori per l'ultimo saluto ai Giostratori prima dell'ingresso in campo
Ingresso del corteo storico, al suono di trombe e rullo di tamburi.
Ingresso dei gonfaloni con gli emblemi della Città, del Comune, del Popolo di Arezzo e di quelli di parte Guelfa e Ghibellina;
Ingresso degli armati dei Quartieri e degli otto giostratori;
Ingresso dei cavalieri di Casata, rappresentanti l’antica nobiltà e loro schieramento sulla lizza;
Al termine dell'ingresso in Piazza Grande del Corteo al gran completo, al suono di trombe e al rullo dei tamburi, con i gonfaloni che portano gli emblemi della Città, del Comune, del Popolo di Arezzo e di quelli delle parti Guelfa e Ghibellina è il momento più solenne: con gli armati al cospetto dei Cavalieri di Casata l’Araldo leggerà la Disfida di Buratto, mentre tutta l’arena risuonerà allora del grido Arezzo!, lanciato da parte degli armati.
Non più d'usati onori aure cortesi
spingon, o Castro, il piede a' tuoi contorni.Sol quest'usbergo e rilucenti arnesi
premon le membra a vendicar gli scorni.I magnanimi spirti a torto offesi,
lungi dal trionfar, odiano i giorni.Con questo del flagel più grave pondo,
giuro atterrir, giuro atterrare il mondo.Oggi provar t'è forza,
empio arrogante,
che merte sol vers'i Tartarei chiostri,
un falso traditor volga le piante
e del suo sangue il suo terreno inostri.Ogni patto aborrisco e da qui avante
vesto la spoglia de' più orrendi mostri.Troppo infiamma il mio cuor giusta vendetta,
onde sol morte e gran ruine aspetta.Oggi vedrai, s'al nuovo campo ascendi,
s'al tuo folle vantar sian l'opre uguali.Prendi pur l'asta e fra tue strage apprendi
l'armi di un falso ardir quanto sian frali.Manda chi più t'aggrada e solo attendi,
da troppo irata man, piaghe mortali.Non più parole, omai, vo' vendicarmi:
al campo! Alla battaglia! All'armi! All'armi
Gli squilli delle chiarine e il rullo dei tamburi rievocano il basso medioevo, epoca di giostre e dei tornei cavallereschi. Il Gruppo Musici ha in repertorio motivi esclusivi di ispirazione trecentesca, diversi per musica e ritmi l'uno dall'altro.
Una particolarità del gruppo è quella di cambiare agevolmente formazione e ritmo di marcia, passaggio che risulta particolarmente spettacolare. Avvincente anche il momento in cui i tamburi effettuano giochi che possono esser definiti "Fuochi d'artificio".
Vasto è il repertorio che il Gruppo esegue durante le esibizioni, dedicato in parte a musiche conosciute a livello mondiale, per esempio la "Marcia trionfale dell'Aida" o l'"Inno alla gioia", ma principalmente vengono scritte appositamente per il Gruppo.
La più famosa è senza dubbio "Terra d'Arezzo un Cantico" scritta dal Prof. Severi e considerata universalmente l'inno della città di Arezzo.
Terra d'Arezzo, un cantico salga dal nostro cuore a te,
che luce ai popoli fosti col tuo splendore.Da quasi trenta secoli parla di te la storia
e mille e mille pagine consacra alla tua gloria.Galoppa galoppa, o bel cavalier,
tu sei la speranza del nostro Qartier;
col braccio robusto che piega il destin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin,trionfa, o gagliardo, del Re Saracin.
Or che risorgon gli animi, d'Italia al nuovo sole,
Terra d'Arezzo, esaltati, chè in marcia è la tua prole.Le mète già sfavillano dinanzi al nostro ardire;
santo è l'amor che infiammaci, più santo è l'avvemre.Galoppa galoppa, o bel cavalier,
tu sei la speranza del nostro Qartier;
col braccio robusto che piega il destin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin,trionfa, o gagliardo, del Re Saracin.
Al termine della manifestazione
Consegna della Lancia d'oro al vincitore e Te deum di ringraziamento del Quartiere vincitore in Cattedrale e sfilata per vie del centro
FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto