Prove Generali, memorie e dediche: la Giostra del Saracino tra storia e identità

09 Febbraio 2026 | Redazione Porta Crucifera | Notizie
Prove Generali, memorie e dediche: la Giostra del Saracino tra storia e identità

Le Prove Generali 2025 della Giostra del Saracino si svolgeranno giovedì 18 giugno, in memoria di Assuero Pieraccini, e venerdì 4 settembre, in ricordo di Roberto Doro, due figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia giostresca e nella vita cittadina.

Assuero Pieraccini
Figura centrale della Giostra del Saracino degli ultimi settant’anni, Assuero Pieraccini è unanimemente riconosciuto come uno dei padri fondatori della Giostra in epoca moderna. Quartierista di Porta Santo Spirito, fece il suo ingresso nel quartiere gialloblù nel secondo dopoguerra, vestendo per la prima volta i panni del figurante nel 1949. Capitano e rettore plurivittorioso, ricoprì la carica di capitano dal 1957 al 1966 conquistando quattro Lance d’Oro, alle quali se ne aggiunsero altre quattro da rettore, ruolo che svolse ininterrottamente dal 1974 al 1993.

Personalità carismatica, stimata e rispettata da tutti i quartieri, fu coordinatore di regia per dieci anni, dal 2003 al 2012, e successivamente magistrato della Giostra. Al di fuori dell’ambito giostresco, Pieraccini ricoprì incarichi di primo piano come dirigente della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Membro del Panathlon Arezzo, ne fu presidente del club locale e governatore per il Centro Italia. Punto di riferimento anche per le nuove generazioni, custode di una memoria storica preziosa, ha lasciato alla Giostra e alla città un’eredità morale di straordinario valore.

Roberto Doro
Quartierista e socio onorario di Porta del Foro, Roberto Doro è stato una figura conosciuta e apprezzata in tutto il mondo giostresco. Entrato a far parte del direttivo giallocremisi negli anni Settanta, ha ricoperto per numerosi mandati, fino al 2007, la carica di consigliere. Maestro d’Arme, lucco, addetto ai cavalli: molti i ruoli da lui svolti in Piazza Grande, così come i progetti ai quali ha collaborato, dalla realizzazione della copia della Chimera al restauro del portone di San Lorentino, dagli eventi con le vecchie glorie del Quartiere al museo e all’archivio storico.

Fu inoltre un precursore del “Grembiulino giallocremisi”: già prima della nascita ufficiale dell’iniziativa accoglieva le scolaresche nella sede storica del quartiere, coinvolgendo i più piccoli con l’investitura simbolica di un giovane cavaliere e trasmettendo conoscenza e senso di appartenenza. Sempre disponibile e pronto a offrire un consiglio sincero, profondo conoscitore della storia cittadina e del suo quartiere, aveva il raro dono di saper coinvolgere adulti e bambini, accendendo la curiosità e la passione di chi lo ascoltava.

Nel corso della cerimonia sono state inoltre annunciate le dediche delle Lance d’Oro che i quartieri si contenderanno in Piazza Grande nelle due edizioni 2026 del Saracino.

La Lancia d’Oro della Giostra di San Donato, in programma sabato 20 giugno, sarà dedicata alla Unoaerre, già Gori & Zucchi, nel centenario della sua fondazione. Era il 15 marzo 1926 quando, dall’intuizione di Leopoldo Gori e Carlo Zucchi, nacque ad Arezzo il laboratorio orafo artigiano destinato a diventare la più grande manifattura orafa d’Europa. Prima industria orafa della provincia, nel 1935 ricevette il marchio 1AR, nome con cui l’azienda è oggi conosciuta a livello internazionale. Una storia imprenditoriale di straordinario successo che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo economico, occupazionale e identitario della città, facendo di Arezzo la “Città dell’Oro”. Oggi Unoaerre celebra cento anni di storia sotto la guida della famiglia Squarcialupi.

La Lancia d’Oro della Giostra della Madonna del Conforto, domenica 6 settembre, sarà invece dedicata ai 750 anni dal conclave che si svolse ad Arezzo il 21 e 22 gennaio 1276. In quei giorni la Chiesa di San Domenico ospitò quello che è considerato il primo conclave della storia pontificia. Dopo la morte di Papa Gregorio X, avvenuta ad Arezzo il 10 gennaio 1276 durante il viaggio di ritorno dal Concilio di Lione, tredici cardinali si riunirono in clausura ed elessero Papa Innocenzo V. Fu il primo conclave celebrato senza contatti con l’esterno, secondo le norme stabilite dallo stesso Gregorio X con la costituzione apostolica Ubi Periculum, per evitare lunghi e complessi periodi di sede vacante.

Al termine della cerimonia, i Musici della Giostra hanno eseguito l’Inno del Saracino; a seguire sono stati scoperti i tabelloni con i punteggi ottenuti dai giostratori che hanno sfidato il Re delle Indie nelle due edizioni del Saracino dello scorso anno.

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FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto

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