Cronaca di un sogno nato in Via M. del Prato e diventato leggenda cittadina tra sport, goliardia e solidarietà.
Il percorso dello Ciao Club rappresenta una delle pagine più autentiche dell'associazionismo aretino. Cinquant’anni di amicizia ininterrotta, nata tra i tavoli di un bar e cresciuta fino a diventare un pilastro della socialità cittadina, capace di unire generazioni diverse sotto la stessa bandiera.
La Genesi: Il "Covo" di Via M. del Prato (1973)
Tutto ebbe inizio nel 1973, in un appartamento al primo piano di via M. del Prato n. 34. Grazie alla generosità della Signora Bruna, madre di Giuseppe Sensi, gli amici del “Barrino” di via Oberdan trovarono finalmente una sede fissa. Fu un esempio di autogestione pionieristica: arredato con la massima economia da Giovanni Rossi (Pistricchia), il club divenne un centro ricreativo completo.
Dalla postazione DJ di Giovanni Tristi partiva la colonna sonora di un'epoca, mentre il bar interno, gestito da Carlo Piomboni detto "Chiodo", era il cuore pulsante delle giornate. Il club era un luogo di pura libertà: ogni socio aveva la propria chiave e l'accesso era garantito a ogni ora, diventando il rifugio dei mattinieri che preferivano il circolo ai banchi di scuola e il tempio delle "feste in casa" della domenica pomeriggio.
Pillola di Memoria: Il Giallo del "Collo d'Ocio"
Al bar del club troneggiava il leggendario "Collo d’Ocio", simbolo d'identità del gruppo. Un giorno, inspiegabilmente, il cimelio sparì e non fece più ritorno, lasciando al "Chiodo" e ai soci un segreto mai svelato che ancora oggi anima i ricordi dei veterani.
L'Evoluzione Sportiva: Dalla Piazza all'Eccellenza
Lo spirito di aggregazione si trasformò presto in ambizione sportiva. La squadra di calcio, nata quasi per scommessa, divenne in breve una corazzata del calcio amatoriale.
Il 1980: L'anno della consacrazione con la vittoria dello storico "Torneo Città di Arezzo", una competizione allora ambitissima.
Il salto in FIGC (Anni '90):Per tre stagioni il club fu protagonista in "Terza Categoria", sfidando realtà blasonate come Marciano, Lucignano e La Fratta, giocando prima al campo Giotto Est e poi al prestigioso "Junior Camp Milan Club".
La Formazione Leggendaria: Nomi come Roberto Lippi, Bruno Sbragi, i fratelli Cantaloni, Alberto Ricci, il capitano Jacopo Acquisti, Francesco Nocentini e David Sassoli restano scolpiti nella memoria sportiva del club.
Sotto la presidenza di Roberto Mazzeschi, lo Ciao Club è la società più anziana iscritta alla UISP. Un primato onorato nel migliore dei modi: proprio nell'anno del Cinquantennale, la squadra ha vinto il campionato di Prima Categoria, conquistando il salto in Eccellenza.
Il Legame con Colcitrone: Il Trentennale (2003)
Il legame con il Quartiere di Porta Crucifera è un filo rosso che attraversa la storia del club. Nel 2003, per il 30° anniversario, la città assistette a una festa memorabile: dalla messa di Don Renato Bertini alla goliardica "Corsa delle Micce" al Giuoco del Pallone, con centinaia di persone accorse a vedere le micce di Castelnuovo Berardenga correre sulla paglia di Montalone.
Il Grande Traguardo: Il Cinquantennale (Settembre 2023)
Nel settembre 2023, lo Ciao Club ha celebrato mezzo secolo di vita con tre giorni di eventi nel cuore di Arezzo, dimostrando che lo spirito del 1973 è più vivo che mai.
Venerdì 8 settembre: L'esordio è stato all'insegna dell'originalità con un incredibile incontro di calcio "25 contro 25" al campo "Buonconte da Montefeltro": cinquanta giocatori in campo contemporaneamente con tre palloni! La serata è proseguita in Colcitrone con la rievocazione vintage dello storico Campari Point.
Sabato 9 settembre: Il momento del folklore con la "71ª edizione della Giostra dei Ganaucchi". Una sfida in abiti storici, ispirata alla Giostra del Saracino ma corsa in bicicletta dai ragazzi, con in palio un premio intagliato dal maestro Francesco Conti. La giornata si è conclusa con la "Cena del Cinquantesimo" allietata dalla Ricover Band e dal DJ Paolo Brasini.
Domenica 10 settembre: Il momento del ricordo e della commozione, con la Santa Messa celebrata da Don Alvaro Bardelli alla Pieve di Santa Maria, per rendere omaggio ai soci defunti che hanno gettato le basi di questa avventura.
Solidarietà e Futuro
Non solo divertimento: lo Ciao Club ha sempre avuto il cuore rivolto al sociale. L'intero ricavato dei festeggiamenti del 50° è stato devoluto al Calcit, confermando una tradizione di beneficenza che dura da decenni.
Dalle bottiglie di Montenegro del "Chiodo" ai campi dell'Eccellenza UISP, dai ricordi custoditi nella mostra fotografica a Palazzo Nardi fino alle sfide future, lo Ciao Club resta l'esempio più bello di come l'amicizia possa farsi storia.
Mezzo secolo di sport. E il viaggio continua ...
FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto