Significato: Chi critica gli altri per difetti che ha anche lui, o addirittura peggiori.
Spiegazione: Il proverbio prende in giro l’ipocrisia: il cencio e lo straccio sono entrambi pezzi di stoffa vecchi e sporchi, quindi uno non è meglio dell’altro. In aretino si usa per dire che chi parla male dovrebbe prima guardare sé stesso, perché spesso non è messo meglio di chi giudica.
Uso comune: Si dice quando qualcuno fa il moralista o il saputello, ma in realtà è uguale, se non peggio, della persona che sta criticando.