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Beato Gregorio X

Offerta dei ceri


Con l'OFFERTA DEI CERI A BEATO GREGORIO X si apre l’anno giostresco, celebrazione che si svolge da ormai 20 anni.

I quattro Quartieri della Città, preceduti dal Gruppo Sbandieratori, dal Gruppo Musici “William Monci” e dall’associazione Signa Arretii, si recano in Cattedrale per rendere omaggio a Papa Gregorio X nell’anniversario della sua morte con la donazione dei ceri votivi.

IL PROGRAMMA
Ore 18.00. Ritrovo delle rappresentative dei Quartieri, del Gruppo Musici, degli Sbandieratori, dei Fanti del Comune e dei Valletti in Piazza San Jacopo. Seguirà l’esibizione del gruppo Musici della Giostra e del gruppo Sbandieratori Città di Arezzo.
Ore 18:30. Inizio del corteo dei figuranti per raggiungere Piazza del Comune attraverso Corso Italia, Canto De’ Bacci, via Cavour, via Cesalpino fino a Piazza della Libertà.
Ore 18:45. Uscita del Sindaco della Città di Arezzo dal Palazzo Comunale, seguito dalla rappresentanza civile della Giostra e dai Quartieri.
Ore 19:00. Ingresso dei figuranti in Duomo e Offerta dei Ceri.
Ore 19:30. Rientro in Palazzo Comunale del Sindaco e della rappresentativa comunale, mentre i figuranti dei quattro Quartieri rientrano nelle rispettive sedi.

Ore 20:30 CENA dei Ceri al Circolo Rosso Verde 

Perché la donazione dei ceri
È una tradizione antica che ogni comunità rivolge ai suoi santi patroni, come si fa per San Donato e come risulta dagli antichi statuti di Arezzo del 1327 nei quali è sancito che Papa Gregorio dovesse essere festeggiato con una grande cerimonia e col dono dell’offerta dei ceri. Poiché si è scelto di iniziare l’anno giostresco nel mese di gennaio, l’offerta dei quartieri ai santi patroni viene rivolta al Beato Gregorio nel giorno della sua festa: il 10 gennaio. Teodaldo Visconti, appena avuta la notizia dell’elezione a papa, prima di partire per Viterbo, stendendo la mano sul Santo Sepolcro, pronunciò il salmo: “mi si paralizzi la mano destra se mi dimenticherò di te Gerusalemme”. In omaggio a questo desiderio di papa Gregorio, l’offerta (pecuniaria) dei quartieri che accompagna l’accensione dei ceri viene mandata ogni anno ai bambini della terra santa.

Perché la presenza dei figuranti della Giostra
Gli aretini hanno il privilegio di vivere in una città che ha conservato un papa tra le proprie mura e aver avuto il primo conclave con questo nome. La presenza dei figuranti è un atto di riconoscenza: se abbiamo la cattedrale è anche grazie a lui. Poi c’è un preciso riferimento storico: i costumi del Saracino si rifanno agli anni del 1200. È questo il vero periodo che la Giostra vuole rievocare. Guglielmino e Gregorio X inoltre sono contemporanei, sono stati al concilio insieme; anche per questo abbiamo voluto che accanto al Beato riposasse dopo secoli il signore vescovo di Arezzo, collocato nei fondamenti della cattedrale.​